Questi esempii mi è parso dovere addurre per dimostrare a quanto sottile capello stia sovente raccomandata la vita degli uomini, e la sicurezza pubblica, e più per fare conoscere quali espedienti fossero i miei per tutelare la città e i cittadini: ora io ammaestrato dall'amara esperienza del vivere fra gli uomini, comprendo benissimo che il secolo ingrato il benefizio ricevuto dimentichi, ed anche che acerbo lo sopporti; ma ricavare dal benefizio argomenti per nuocere a colui che lo fece, oh! questo è orribile; — io per me non dubito punto bandire al mondo, che chi tale costuma, avvelena la virtù nelle sue divine sorgenti.
E, orribile, orribile a pensarsi, in questo modo appunto adoperò l'Accusa! — Se sia vero qui si manifesta. — La mia Difesa allegava la violenza irresistibile sopra di me esercitata, la necessità di cedere in parte per la comune salvezza, il molto bene mercè mia procurato a vantaggio dei cittadini, contenendo o reprimendo le turbe tumultuanti; e i Giudici, questi fatti accogliendo, ecco in qual modo gli avvelenano: Appunto perchè il prevenuto Guerrazzi riuscì più volte, COME RACCONTA, a contenere e a reprimere le turbe tumultuanti, in benefizio dei cittadini, questo a chiara prova dimostra che a posta sua poteva governarle; e se le poteva governare, ciò significa ancora che egli non ha dovuto sperimentarle violente!![524]
Voi lo vedeste come talvolta mi riuscisse contenere le turbe tumultuanti.... mettendo in repentaglio la mia vita per salvare l'altrui. Signore! Quanto era meglio che io fossi morto, chè adesso non mi sentirei amareggiata l'anima, per le tante infamie che ascolto!
Ond'è che ritornando al mio ragionamento, dichiaro, che rimaneva il terzo espediente, il quale consisteva nella restaurazione del Principato Costituzionale operata dal suffragio universale. Questo mi parve non pure possibile, ma onorato partito, e lo coltivai con ogni studio, al doppio fine d'impedire che il Paese rimanesse stravolto dal turbine repubblicano, e di predisporlo a giudicare pacatamente quello che fosse da seguitarsi o da aborrirsi.
Se i Rivoluzionarii si fossero trovato a petto il Parlamento toscano senza autorità, privo di mandato, sia a continuare un sistema che più non era, sia ad apparecchiare cose nuove; tra sè discorde; già intimato a disciogliersi, anzi sciolto; senza fede in sè; in parte repugnante, e in parte persuaso di essere inabilitato ad adunarsi; per poco che uomo, non dirò intenda di politica, ma goda di quel comune discorso della mente di cui qui tra noi vediamo dotati gli uomini più meccanici, conosce come cotesto ostacolo ad altro non avrebbe servito, che a irritare gli animi dei Settarii, i quali camminandogli sul corpo avrebbero di slancio proclamata la Repubblica.
Ora primo ammaestramento di prudenza nelle popolari commozioni, è rimuovere le cause, che, contribuendo ad inacerbirle, non sono poi capaci a reprimerle. Per lo contrario trovando i Repubblicani convocata l'Assemblea per decidere liberissima la forma del Governo secondo i canoni predicati da loro, rodevano un morso fabbricato dalle proprie mani, e poco giovava ricalcitrare. Cotesto era guado che non si poteva saltare senza lasciarvi cadere nel mezzo la reputazione di probità, privi della quale non solo i Partiti, ma i Governi eziandio si disfanno irreparabilmente. — Nella parte finale di questa scrittura sarà chiarito come anco in Inghilterra non fu trovato espediente migliore a restaurare il Principato Costituzionale del libero Parlamento. Vincenzo Gioberti ministro del Piemonte, scrivendo nel 28 gennaio 1849 al Ministro Muzzarelli di Roma, gli proponeva operare in guisa che l'Assemblea Costituente romana decretasse in genere i diritti costituzionali di Pio IX, e quindi con una Commissione eletta dal Papa questi diritti si determinassero. Proposta di simile natura presso noi non avrebbe incontrato alcuna delle difficoltà, alle quali per avventura poteva andare soggetta nell'Assemblea Romana; imperciocchè in Toscana nulla era a definirsi, e bastava ritornare al posto.[525]
L'Accusa ritiene, che l'Assemblea Costituente toscana dovesse per necessità d'instituto procedere avversa al Principato Costituzionale; e, come si vede, l'Accusa s'inganna. Questo inganno nasce da difetto d'istruzione politica, però che appunto le Assemblee Costituenti, essendo chiamate a dare forma di reggimento allo Stato, non possono in prevenzione escluderne veruna; questo inoltre si fa manifesto con lo esempio del consiglio di Vincenzo Gioberti, il quale per certo si sarebbe astenuto da darlo alla Costituente Romana, se Costituente per necessità significasse decadenza del Principato; anzi la prima Costituente in Francia, di cui tutti i Partiti, non esclusi i Legittimisti, si onorano, nel 1789 compose lo Statuto costituzionale; finalmente questo inganno resulta eziandio dal confronto della opinione dell'Accusa col testo della Legge del 6 marzo, che contiene la norma della discussione e della deliberazione commesse all'Assemblea Costituente Toscana: «SE, e COME Toscana dovesse unirsi con Roma.»
Il mio concetto, che, come ho mostrato, era promosso dallo stesso Partito Costituzionale moderato, ebbe plauso ancora fra i Repubblicani onesti; per la quale cosa anche lo scisma della parte contribuì a farmi tenere fermo. In breve si vedrà con quale e quanta forza urgentissimamente stringessero i Repubblicani più accesi a impedire la convocazione dell'Assemblea Costituente, deridendola, screditandola, e con ogni arte di astuzia, di ragionamento e di violenza, perseguitandola. Già di questo toccai altrove quanto basterebbe a persuadere ogni uomo onestamente discreto; ma io devo ricordarmi come da me si pretendano prove limpidissime e fulminanti....
«Che Costituente o non Costituente?» andavano vociferando gli smaniosi Settarii. «La Repubblica non ha mestieri di essere proclamata; ella lo fu, e dai Popoli tutti; ed anche non ce n'era bisogno, perchè è necessario forse un Decreto onde il Sole si levi da Oriente, e spanda la sua luce su tutto il creato?[526] No, Signori; adesso fa di mestiero la Legge per inviare i Deputati all'Assemblea Romana, e basta. Opporsi a questo è resistenza ai comandi del Popolo. Fin dall'8 febbraio nel cuore e nel grido di tutti fu la Repubblica; in quello stesso giorno decretata solennemente, dalla Toscana tutta confermata; ora per dirsi repubblicano il Popolo dovrà aspettare la licenza dei suoi mandatarii, dei suoi sottoposti?» Queste e più intemperanti cose dicevano; ma vedendo che facevano poco frutto, come altrove accennai, ecco proporre nuova istanza. «Il Governo dichiari dunque la decadenza di Leopoldo, e proclamando il principio di Repubblica e di Unione riservi all'Assemblea Nazionale la sanzione dell'opera. Ancora una volta lo ricordiamo al Governo Provvisorio di Toscana, le oscillazioni non sono più possibili, il Popolo non le vuole.»[527] Ed anche a questo colpo insidioso fu riparato.
Di questo può andare sicura l'Accusa, che non sorse voglia, non palpito del Partito Repubblicano, che la stampa non raccogliesse; e non manifestazione che come ordine da eseguire subito, — senza esitanza, — non fosse presentata dai Circoli, dai Petizionarii, ed anche dai singoli cittadini.