V. Le necessità, le dottrine e le promesse, create, bandite e profferte dai Ministri, che furono a un punto becchini del Governo Assoluto e pronubi del Costituzionale, dinanzi a tutto il mondo. Mi porga docili le sue orecchie l'Accusa, e ascolti leggere certo Decreto pubblicato qui in Firenze:

«Noi Leopoldo Secondo ec.

«Al cessare dei Ducali Governi di Modena e di Parma, i Popoli della Lunigiana, i quali, con tanto dolore scambievole, eransi veduti separare dal Granducato, manifestarono incontinente la volontà loro di ricongiungersi ad uno Stato cui tante care memorie li collegavano.

«Eguale desiderio dimostravano altresì le popolazioni degli Stati di Massa e Carrara, della Garfagnana e degli ex-feudi di Lunigiana; le quali per la geografica loro condizione, per i commercii, per le industrie del vivere e per le affezioni furono mai sempre avvezze a considerare sè stesse come congiunte alla prossima Toscana.

«Di questo comun sentimento delle suddette popolazioni si fecero interpreti varii Governi Provvisorii che si erano costituiti in quelle Città e Terre, e a cui si volsero perchè fosse accolto l'universale loro proposito di essere aggregate al Granducato.

«Ma parve a Noi riceverle solamente in protezione e in tutela, non consentendo l'animo nostro ad una formale aggregazione, consapevoli, come Noi siamo, che ampliare lo Stato non è per Noi altro che accrescere la gravezza dei doveri, l'adempimento dei quali fu sempre l'unica ambizione nostra; e non volendo per modo alcuno preoccupare quel generale ordinamento delle italiane cose, che insieme provvegga al comun bene della Nazione, e al particolare delle famiglie di che essa è composta.

«Dovemmo però bentosto conoscere che uno stato incerto e mal fermo era dannoso e increscevole a quei Popoli, i quali, parte per universali acclamazioni, parte per via di assemblee popolari congregate a questo fine dai respettivi Governi Provvisorii, tornarono a più fortemente esprimere il voto di essere stabilmente uniti e parificati coi Popoli che la Provvidenza ebbe affidati alle Nostre cure.

«E fu da ciò a Noi dimostrato, esserci imposto di soddisfare a quel giusto e benevolo desiderio loro; il quale, mentre attendeva ad accrescere e munire per via di un politico legame quegl'interessi scambievoli che mai non poterono esser distrutti dalle separazioni di signoria, conduceva più efficacemente a coordinare le riunite forze a quello scopo comune e supremo, al quale ora deve intendere tutta insieme la Nazione.

«Animati pertanto da eguale affetto per gli antichi e per i nuovi figli, e nella fiducia di promuovere, quanto è in Noi, quel bene d'Italia il quale primeggia fra i nostri pensieri; e perciò convinti di far cosa che sì per questo riflesso, sì per i vantaggi che ne vengono allo Stato, debba essere di soddisfazione alla Toscana e alle Assemblee che la rappresentano;

«Sul parere ec.