«1º Non si ha a scambiare retrogradi co' paurosi.

«2º Quando si mette la mano addosso a qualcheduno, conviene avere ragione: se no, se poco amico, diventa avverso; se nemico, cresce nell'odio.

«Dei perturbatori non so che farmi. Gli uomini liberi sono gravi, animosi e operosi. Tali furono gli Americani, e così vinsero.

«Partecipi questi miei sensi al Popolo Livornese, e gli dica che me ne appello al giudizio loro, all'onore, alla carità patria, e alla fama che pel mondo si sono guadagnata grandissima. Viva la Libertà! Viva Livorno! E chiunque è valido alla frontiera.

«Guerrazzi.»

«P. S. Al Proclama aggiunga eccitamento a marciare; — vengano ad arruolarsi; — gli mandi a Firenze con armi; — mandi armi — armi — armi. — I gradi a chi sarà meglio reputato capace. — Come affidare il sangue nostro a cui non sa nulla?»

E meglio la mia opinione intorno agl'improvvisi fattori della Repubblica può dedursi da quest'altra lettera che indirizzava ad un mio fidatissimo e congiunto, comecchè di lontana parentela.[660]

«Caro Giorgio,

«Viene costà Adami: a lui parla del negozio di cui mi scrivi. — Pei male intenzionati — lascia fare. Il tempo non è per loro. Quello che mi duole, senza punto sbigottirmi, si è che persone amiche — o che si dicono — o che si dissero amiche, invece instruirsi, emendarsi e attendere con discretezza, vogliono Repubblica, perchè:

«Non hanno da noi