Pag. 606. — «Anno 1563. — Guerrazzo figliuolo di Filippo Guerrazzi di Castelfranco fu da Cosimo I Granduca creato Cavaliere di S. Stefano pel merito fattosi nella milizia, come consta dal suo Diploma. — Di questo Cavaliere non si fa menzione nella Galleria dell'Onore.
Pag. 608. — «Anno 1574. — Muore Castellano di Livorno il Capitano Filippo di Raffaello Guerrazzi, il quale fu soldato di valore, ed era prima stato Commissario dell'Artiglieria nella Fortezza di Foiano in Val di Chiana, come si vede da una sua patente del 1553.» — Giuseppe Vivoli Cavaliere, nel Tomo III degli Annali di Livorno, Annotazione alla Epoca XI, pag. 126, 128, parlando del Forte dell'Antignano, aggiunge: «Il disegno di questo Forte, dice il Grifoni (Cron.) con la guida del MS. del Pezzini, fosse dal Capitano Filippo Guerrazzi di Castelfranco posto in carta; e che essendo piaciuto a Cosimo I, desse tosto l'ordine al medesimo di presiedere a farlo eseguire (1567).» E più oltre: «Alcuni opinano, avess'egli, oltre il comando della Fortezza, ottenuto in Livorno anche il posto di Commissario, vale a dire, di Capo del Governo locale. Ebbe rinomanza di prode soldato e di ufficiale di merito distinto, perchè, innanzi essere impiegato a Livorno, era stato Comandante del presidio militare dell'Elba.» Al medesimo successe nella stessa carica di Castellano di Livorno il suo fratello Antonio stato Capitano alla Isola del Giglio. — (Storia del Valdarno di sotto, MS. presso il signor Dottore Domenico Guerrazzi di Castelfranco.)
Pag. 609-610. — «Anno 1594. — Vive Battista di Bonaccorso Guerrazzi, prima Castellano, poi Capitano di Archibusieri a cavallo in Ungheria, sotto D. Antonio de' Medici; ove in una battaglia restò ferito e inabile a continuare nella milizia: onde si ritornò in Italia, come apparisce dal Passaporto di quel Principe dato in Vienna il dì 9 ottobre di questo anno, ed esistente appresso i signori Guerrazzi. — Questa famiglia Guerrazzi passò da Gangalandi ad abitare a Castelfranco nel 1427, come consta da' Libri pubblici della Comunità, e di essa vi sono ancora in oggi due soggetti considerabili per la dottrina; ed uno è il signor Avvocato Guerrazzi, dimorante in Firenze, e l'altro il signor Dottore Raffaello Guerrazzi, che esercita pure la professione legale nella medesima città, adorno nello stesso tempo di molta erudizione, contro il consueto di simili Dottori, che fanno assai capitale della barbarie per essere reputati eccellenti. Ha di più fatto considerabile profitto della lingua greca sotto il signor Dottore Angelo Maria Ricci pubblico professore della medesima, onde è da esso commemorato nel Catalogo dei suoi discepoli, dato fuora nel primo Tomo delle Dissertazioni Omeriche, non lasciando di far menzione ancora del signor Tommaso suo Fratello, colle seguenti parole: His adnumerandi Raphael Guerrazzius in Græcarum Litterarum curriculo longe progressus, et Thomas eius frater Sacerdos moribus integerrimis.
Pag. 612. — «Anno 1645. — Prete Lodovico Guerrazzi di Castelfranco, Proposto.»
La prima fabbrica di vetri fu fondata in Livorno dalla mia famiglia, come si ricava dal seguente Documento riportato negli Annali del Cavaliere Vivoli, Tomo III, pag. 419:
«Paolo e Michele Guerrazzi di Castelfranco abitanti in Pisa supplicano a S. A. S. di haver privilegio di poter fare in Livorno una Fornace di Vetrami di ogni sorta.» — In pié della quale come in filza S. A. S. benignamente rescrisse:
«S. A. S. gli farà dar la Casa in Livorno Nuovo a pigione moderata, a loro soddisfazione, et così ordina al Paganuccio che faccia, et che per anni 10 nessuno possa far vetrami in Livorno nè suo Capitanato, nè condurre di fuora per vendere, eccetto loro, eccettuando da questo però cristalli orientali fini, occhiali, spere, paternostrami, et vetri per invetriate, fiaschi che venghino di Fiandra, fiaschi coperti di spalatro, di Francia, che questi vi possono venire. — Con che li Supplicanti saranno obbligati dare le robbe ai bottegai di Livorno per il prezio nel quale gli stanno di presente posti a Livorno, perchè possino vendere a minuto per servizio delle lor botteghe, et come li bottegai saranno obbligati a pigliar le robbe dai Supplicanti, così non potranno li Supplicanti vendere a minuto in detta Terra, et suo Capitanato, a manco numero di dodici pezzi per volta, et il quale ordine il Governatore di Livorno lo farà bandire subito che haveranno messo fuoco, al che fare sieno obbligati per tutto dicembre prossimo, et lo faccia eseguire con quelle pene che saranno convenienti, et quanto alle legne il Paganuccio gliene faccia dare sempre a l'uso et prezzo che le paga S. A.
«FERDINANDO.
«9 marzo 1598.