[175.] «Le truppe stanziali e le milizie cittadine della Capitale saranno sotto il comando del Comandante di Piazza e del Prefetto, i quali dovranno firmare ambedue qualunque ordine sieno per emettere.» (Ordine del Giorno del Ministro D'Ayala, 8 febbraio 1849.) — Don Mariano, interrogato, avrà già addotto le sue ragioni: io penso che fosse mosso appunto dal pensiero, che ognuno dei due ufficiali contemplati, dovendo assumere solo misura di tanto momento, non esitasse, e così le provvidenze riuscissero invano: comunque sia (e questo è nuovo segno dell'intemperanza dell'Accusa), chieste le ragioni del fatto dal Ministro della Guerra autore dell'Ordine del Giorno, e ritenutele soddisfacenti, però che a lui non ne abbia mosso rimprovero, essa continua ad obiettarlo a me, che non ci presi parte.

[176.] «Quando avvenga, che la quiete pubblica della città sia turbata da sommossa popolare.»-(Ordine del Giorno, 8 feb. 1849. M. d'Ayala) — Il Comandante Colonnello Pazzi referendo di cotesto ordine, spiega che le Milizie stavano pronte a uscire dove il bisogno lo esigesse. — (Offic. del 21 maggio 1849.)

[177.] Monitore, Sedata dell'8 febbraio 1849.

[178.] Monitore, detta Seduta.

[179.] Monitore, detta Seduta.

[180.] Monitore, detta Seduta.

[181.] Monitore, detta Seduta.

[182.] Monitore, detta Seduta.

[183.] Monitore, detta Seduta.

[184.] Monitore, detta Seduta.