«Il Circolo del Popolo di Firenze nella sua adunanza del dì 4 corrente ha deliberato di fare un indirizzo al Ministero perchè presenti, fino dal principio della sessione, una Legge elettorale col voto universale diretto; una domanda alle Camere perchè la votino; una lettera a tutti i Circoli e Municipii dello Stato perchè domandino lo stesso; ed un invito al Popolo perchè, alla convocazione della Camera il dì 10 corrente, acclami con solenne e tranquilla dimostrazione il voto universale.» — (Popolano, Nº 203, 8 gennaio 1849.)
Quando poi la parte repubblicana, meglio avvisata, comprende che il voto universale non le tornerà favorevole, allora la sua dottrina imperturbata smentisce, disvuole ciò che volle. Mazzini non istà più a' patti, e muta parola; che cosa importa il consenso dei non Repubblicani, e perchè si aspetta? Basta quello dei Democratici puri. La penna stessa, che tracciava le linee citate, senza scomporsi registrerà queste altre:
«Quella adesione, la cui mancanza ogni dì serve di pretesto al Governo Provvisorio toscano per indugiare la promulgazione della Unione nostra con Roma e quella del regime repubblicano, ogni giorno al Governo Provvisorio si fa maggiormente manifesta per l'organo della pubblica opinione, per le proteste dei Circoli, per la impazienza del Popolo. Tutta Toscana Democratica non ha che un voto, che un desiderio, — Unione con Roma, — Repubblica, — e se tutta Toscana Democratica esprime cotesto voto, non sappiamo vedere il bisogno, vedere la prudenza di avere anco l'adesione della parte di Toscana che non è democratica. Oggi è il Circolo democratico di Montalcino..... il quale alla sua volta viene a fare la sua propria professione di fede al Governo Provvisorio toscano. E il Governo Provvisorio toscano che cosa fa? Il Governo Provvisorio sul suo organo officiale, il Monitore, riporta delle parole che ei pretende uscite dalla bocca di Mazzini: parole che consigliano i Livornesi ad aspettare, per dichiarare Repubblica, la decisione della Costituente Italiana in Roma. Tali parole noi le ignoriamo ecc..... Certo sappiamo che nel suo discorso ai Fiorentini..... ei disse doversi pronunziare immediatamente la Toscana, non già per mezzo di una Assemblea, ma de' suoi Circoli, de' suoi Municipii, delle sue rappresentanze già costituite. E quand'anco Mazzini avesse detto quelle parole, noi domandiamo al Governo Provvisorio toscano come mai egli invoca la autorità di un nome, la sentenza di un uomo, quando non riconosce l'autorità di una popolazione, quando chiama non legale, non sufficiente il desiderio espresso e palese di migliaia d'individui?» — (Frusta Repubblicana del 18 febbraio 1849.)
Il Popolano riportava con le medesime parole il principio di questo scritto. — Vedi il Nº del 18 febbraio 1849.
[200.] Monitore Romano, marzo 1849.
[201.] Monitore Romano, medesima Seduta.
[202.] Corriere Livornese, Art. Gioberti e Mazzini, 10 maggio 1848.
[203.] Monitore del 16 febbraio 1849.
[204.] Lamartine, Révolution de 1848, Bruxelles, 1849, Tomo I, pag. 202.
[205.] De Barante, Histoire de la Convention. Estratti comparsi sul Débats. — Thiers, Histoire de la Révolution. Brux., 1838, T. I, pag. 255.