«Il Vice-Presidente, vista la necessità assoluta per mantenere l'ordine, concede al Municipio di armare la Guardia Civica.

«Firmato: Conte O' Donell.

«La Guardia della Polizia consegnerà le armi al Municipio immediatamente.

«Conte O' Donell.

«La Direzione di Polizia è destituita, e la sicurezza della città è affidata al Municipio.

«Conte O' Donell.»

[275.] Questa sera fummo spettatori d'una di quelle dimostrazioni che rivelano tutta la bontà nativa del Popolo, la soave arrendevolezza dell'animo suo.

«Il Popolo e la Guardia Nazionale disposti in ordine, a suon di tamburo, preceduti da splendide bandiere, si recavano a salutare dei loro voti, dei loro applausi e dell'antico affetto, il nuovo Generale della Guardia Nazionale di Firenze, il professore Zannetti. La scena fu lieta e commovente ad un tempo: l'amore delle moltitudini trasfuso nell'evviva prolungato e universale: la rispondenza dell'acclamato rivelata con parole tenere, appassionate, interrotte dalla interna agitazione: l'ora, il luogo, e la solennità della festa, d'una familiarità popolare.....

«Il professore Zannetti..... l'uomo eminentemente italiano, rinnovava la promessa alla patria di volerla difendere contro tutti i nemici interni ed esterni col baluardo del proprio petto, del proprio sangue. Diceva esser degno il Popolo di governarsi da sè stesso, di raggiungere la più filosofica forma di governo, la Repubblica, quando sappia contenersi nelle vie dell'ordine, dell'armonia, della fratellanza. La Guardia Nazionale non dover mai apparire altrimenti che in tutela della libertà: l'esercito stanziale, gli altri corpi dello Stato, il Popolo tutto concordare con essa al santissimo fine. E la Toscana decretare i suoi destini con tranquillo giudizio, secondo il voto universale.

«Il Popolo applaudiva a queste parole, interrompendole della sua approvazione; applaudiva agli abbracci fraterni dati come simbolo dell'amplesso generale dal professore Zannetti ad un Ufficiale della Guardia Nazionale, ad un altro della milizia.