[763.] Citando a memoria commetto alcuni errori, che sono emendati da quanto vengo esponendo qui oltre.

[764.] E non è vero.

[765.] Senza ira, come senza rancore: riuscì a voi salvare la Repubblica Romana?

[766.] Questo mettere a un mazzo Guicciardino e Machiavello non a giudizioso. Chiunque però si faccia a governare gli Stati con sicurezza di sbagliare meno che può, forza è che adoperi il modo sperimentale di considerare le umane cose da cotesti due politici gravissimi insegnato. Altro è il modo di esaminare, ed altro lo scopo: quello è l'arnese, e questo è la opera. Lo scopo ai dì nostri diversifica assai da quello dei tempi del Machiavello; il modo di esaminare è ottimo ancora al presente, perchè fondato sopra la esperienza.

[767.] Le manifestazioni, che mi vedeva fare dintorno, davvero non mi ricordavano punto nè Leonida, nè Pietro Micca, nè il vescovo Germanos. Molti dei prodi giovani erano morti!... — Altri accorsero alla voce nostra per difendere la Patria, ma ohimè! inesperti, e neppure moltissimi, male potevano avventurarsi in campagna aperta; soccorsi, e confortati dal consenso universale, avrebbero potuto guardare i posti alla frontiera, e salvare l'onore; di più non credo, nè altri può credere con fondamento, che potessero fare.

[768.] Forse per avere scritto romanzi e poesie si ha da crederebbe si possa fare la guerra senza cannoni, e senza soldati? — Intorno alla virtù dello entusiasmo ho detto altrove; divina cosa ella è, ma non si possono pretendere prodigi da quella; e questo entusiasmo non ha bisogno delle perette per sollevarsi; nè il Paese allora era disposto a dare corpo alle immaginazioni degli esaltati. Nelle opere che leggo, vedo Filippiche sempre, o nere o rosse; non istorie, nè materia da storie.

[769.] Qui due errori: uno di giudizio; l'altro di fatto. Non è vero, che il voto universale fosse di unirsi con Roma; non è vero, che fossero eletti i Deputati a formar parte della Costituente Italiana.

[770.] Messa da parte la tumida esagerazione delle parole, e del concetto di questa scrittura, devo confessare, che la persona meno acconcia a persuadermi era il signor Maestri, il quale appoggiandosi agli esaltati del paese, e di fuori, opponeva ai ragionamenti le fantasie di mente accesa, la violenza, e spesso ancora parole meno che oneste. Proconsolo sì, non Legato, e la Repubblica Romana ai giorni nostri non mi pareva tale che potesse o dovesse spedire Popilii.

[771.] Voto popolare, è vero; ma non voto universale del Popolo, nè espresso nei modi convenienti di chi dispone di cosa solenne.

[772.] Ministro mi fece il Principe; Membro del Governo Provvisorio le Camere del Parlamento Toscano, e il Popolo; Partiti opposti io non blandii: fummo d'accordo a consultare il voto universale; e questo difesi. I Repubblicani presentendo sfavorevole il voto universale si sforzarono strascinare il Popolo, o metterlo in compromesso tale, che non potesse più tornare addietro; e queste sono male arti, e in tutti così, rossi come neri.