Ho peccato io se fra tanto sbigottimento, mentre trepidavano tutti sul giorno che stava per sorgere, mi affaticai ad operare in guisa che il Paese non si disfacesse con sanguinosa rovina? Merita questo che mi si mandi un Profeta Natan onde io scelga, per pena, fra peste, fame e guerra? O Giudici, che fino ad ora osaste reputarmi colpevole, ditemi in grazia se tali fatti voi considerate delitti.... ditemelo, onde, insegnandomelo voi, impari anche io quali sarebbero state in cotesto fiero caso le vostre virtù!
§ 5. L'Accusa non vuole leggere.
L'Accusa asserisce come dalla Segreteria del Ministero dello Interno fu, nell'8 febbraio, mandata notizia ai Prefetti e alle altre Autorità, contro il vero, che Leopoldo aveva abbandonata la Toscana; cosa, ella aggiunge, ch'era pure inserita nel Proclama affisso nel medesimo giorno.
Adesso che l'Accusa non voglia leggere si manifesta primieramente dal Proclama allegato, dove io sfido l'Accusa a trovarmi lo annunzio che il Granduca avesse abbandonato la Toscana.[243]
Inoltre, l'Accusa a che intende ella con la sua proposizione? Per avventura a provare, in mio danno, che la falsità della notizia circolata fu, senza dubbio, la causa del commuoversi della Toscana contro, o piuttosto del non commuoversi in favore del Principato? Venga l'Accusa, legga meco i suoi Documenti, e conoscerà chi sostiene il falso.
A pagine 236 del suo Volume occorre la prova che alle ore 7 ⅔ antimeridiane partirono Staffette per Massa e Carrara, Arezzo, Montepulciano, e Grosseto. Il Dispaccio al Prefetto di Arezzo dichiara: «Il Granduca è fuggito da Siena: ignorasi dove si sia ridotto.» (pag. 279.) Alla pagina 231 leggiamo: «Qui ricorrerebbe il Dispaccio del Guerrazzi al Prefetto di Grosseto del preciso tenore di quello diretto alla Prefettura di Arezzo.»[244] Alle ore cinque antimeridiane al Governatore di Livorno e al Prefetto di Pisa facevo sapere: «Il Granduca ha abbandonato Firenze e Siena, e non si sa dove siasi ritirato con la sua famiglia.» (pag. 235.) E così erano avvertiti il Comandante di Piazza e il Maggior Fortini a Livorno. Dunque nelle prime ore pomeridiane del giorno 8 febbraio Firenze, Pisa, Lucca, Livorno, Massa, Arezzo, Montepulciano, Grosseto e Siena con tutti i paesi circostanti erano per me informati precisamente del vero stato delle cose; cioè, che il Principe aveva abbandonato Siena, e che ignoravamo il luogo dov'egli con la sua famiglia erasi riparato.
Ma qui opporrà l'Accusa: dì pure quanto sai; al Governatore di Portoferraio fu mandata lettera nell'8 febbraio che spiegava: «Leopoldo di Austria ha abbandonato la Toscana;[245]» e il Segretario Allegretti scrive, che egli la compose dietro le traccie somministrategli da te verbalmente, e che lettere di uguale tenore furono mandate alle Superiori Autorità del Granducato; ed in fine, il Segretario scrive, che quantunque esse non appariscano firmate da te, l'Archivista «cui secondo il costume incumbeva procurarne la firma, non ti trovando accessibile, perchè in conclave co' tuoi Colleghi, non potè farlo, — e di fronte alla commissione ricevuta fosse stabilito spedirla anche senza firma di te.»
Altrove insisto su questa dichiarazione. Qui importa notare come nel medesimo giorno 8 febbraio fosse scritto al Governatore di Portoferraio in due maniere.
Il Governatore di Livorno lo avvisava così: «il Granduca ha abbandonato improvvisamente Siena.»[246]
Il Segretario Allegretti: «Leopoldo di Austria ha abbandonato la Toscana.»