—Sì, bene…. legarlo…. leghiamolo….
Francesco Cènci, compita ch'ebbe la sua diabolica invocazione, si era posto a sedere placidamente, e con mollette di argento si recava alla bocca alcuni pezzi di treggèa masticandoli a suo grandissimo agio. Quando alcuni dei convitati con gesti minaccevoli gli si strinsero attorno, egli, senza neanche sollevare il capo, chiamò:
—Olimpio!
A quella chiamata uscì fuori il masnadiero, che lo astuto vecchio per ogni buon riguardo aveva tenuto celato, e seco lui apparvero bene altri venti compagni di sinistra sembianza, vestiti ed armati da bravi. Questi circondarono i convitati coi pugnali ignudi, aspettando il cenno del fiero Conte per far sangue.
Il Cènci si rimase alquanto continuando a mangiare treggèa, e compiacendosi a vedere la paura, che impallidiva tutti cotesti volti: poi si alzò da mensa, e recatosi in mezzo ai gentiluomini con lenti passi, si pose a guardarli stringendo gli occhi malignamente, e non senza riso favellando:
—Voi altri, che siete dotti, dovreste rammentarvi del festino apprestato da Domiziano ai Senatori[9]. Però, non dubitate, io vi prometto di non ordinare: fuori le frutta[10]. Incauti! E non sapete voi, che se il Cènci non è più come in sua gioventù ferro rosso, pure si mantiene rovente quanto basta da bruciare?—anzi più spesso l'uomo si scotta al ferro mezzo arroventato, che al ferro rosso:—notatelo bene. La mia vendetta si assomiglia alla lettera suggellata dei re. Una morte essa contiene di certo; quando, dove, e su cui scoppierà s'ignora. Lasciatemi in pace, e passato che abbiate cotesto limitare obliate tutto. Siavi l'accaduto come un sogno, che l'uomo aborre ricordarsi desto. Avvertite, la parola è alata: simile al corvo dell'Arca, non torna più addietro; ma si trattiene fuori spesso a pascersi di cadaveri, e qualche volta ne fa. Se poi vi dilettaste di sentirvi la gola mutata in canna da flauto—allora parlerete.—
I convitati a viso basso, quale fatto stupido per orrore, quale con la rabbia nell'anima, ma spaventati tutti, si dipartivano. Beatrice scossa la testa, e, come costumava, dalla fronte rigettatesi con impeto dietro le spalle le chiome, gli rampognava gridando:
—Codardi! Sangue latino voi! Voi figli degli antichi Romani? Sì, come i lombrichi sono figli del cavallo spento in battaglia! Un vecchio vi atterrisce? Pochi masnadieri vi agghiacciano il sangue? Voi partite… partite, e lasciate due deboli donne e un misero fanciullo in mano a costui… tre cuori palpitanti sotto gli artigli dello avvoltoio. Udiste? Ei non lo dissimula…—ci farà morire—e nonostante ciò—deh! gentiluomini, ponete mente alle mie parole, e intendete più che esse non possono… non devono dirvi—e nonostante ciò, egli è questo il minor male che io pavento da lui. Di voi altri Sacerdoti non parlo; ma voi, Cavalieri, quando cingeste la spada o non giuraste voi difendere la vedova e l'orfano?.. Noi siamo peggio che orfani… essi non hanno padre, noi abbiamo per padre un carnefice… rammentate le vostre figlie, nobili Cavalieri… rammentate le vostre figlie, Padri cristiani… ed abbiate pietà di noi… conduceteci a casa vostra.
—Giovanetta, il tuo dolore mi rende tristo, ma io nulla posso per te… rispose un convitato; e un altro:
—Aspetta, e spera. La speranza farà sbocciare anche per te le rose della contentezza.—Un Cardinale riprese: