—Nessuno—nessuno. O non vedete, che io mi sono travestito da gentiluomo?

Infatti Olimpio aveva mutato abbigliamento.

—Sta' di buono animo; se la cosa va come tu dici, poco male ci è dentro.—Bisogna però provvedere con diligenza, perchè i servi non ti hanno a vedere; io non mi fido affatto di loro; sempre stanno con l'occhio aguzzo, e le orecchie tese: siamo circondati da spie: essi amano il padrone come i lupi l'agnello, per divorargli la carne.

—Come, neppure di Marzio vi fidate voi?

—Prima di rompersi egli era sano—dice il proverbio.—Così, così; ma io l'ho mandato in villa per faccende. Ti adatterai pertanto—(e vedi che io lo faccio più per te, che per me)—a starti per questo po' di tempo nascosto nei sotterranei del palazzo.

—Come sotterranei?

—Sotterranei, così per dire… Cantine, via; e tu ti troverai con onorevole, e gradita compagnia—quella delle botti;—io ti autorizzo a spillarle, e a bevere l'oblio dei mali finchè ti piaccia: a un patto solo però, che dopo bevuto tu rimetta lo zipolo al posto.

—Quando non si può avere meglio, accetto la stanza per la compagnia.

—Tu non vi starai da principe, ma neppure da bandito; troverai paglia in copia; in meno di un'ora ti porterò da mangiare, e lume, e certo mio unguento, che ti torrà dalla ferita ogni dolore. Possa io morire di mala morte, se in breve tu sentirai più nulla. Consolati, non tutte le imprese riescono a salvamento; non la fortuna, ma la costanza viene a capo di tutto. I Romani dopo la rotta di Canne venderono il terreno occupato dal campo cartaginese, e alla fine presero Cartagine.—Porgimi braccio… fa piano veh!—guarda non farti male—andiamo adagio.

E al buio lo condusse per infiniti avvolgimenti nei sotterranei del palazzo.