—Io la conto moltissimo; ma ella è un cilizio che si attacca alla vita di tutti: imperatori e papi la portano cucita fra la camicia e la carne; e vorreste non sopportarla voi per quattro notti, o sei? Noi fummo pagati, e bene; e questo, che duriamo, non è troppo travaglio. Così mi fosse avvenuto sempre, che non mi sarei trovato ad avere a venti anni i capelli bianchi!

—Come bianchi! o non hai nera la barba?

—Ma i capelli sono bianchi.—E qui Orazio levò una specie di cuffia, che gli cuopriva la testa intorno intorno rasente le orecchie, ed i banditi conobbero per la prima volta, com'egli non avesse capello che non paresse filo di argento; i sopraccigli poi e la barba si conservavano nerissimi.—Da venti anni in qua io diventai canuto.

Domine in adiutorium meum, esclamò un vecchio bandito; tu non saresti mica parente del diavolo?

—Che io sappia, no.

—Qui dentro ci è della fattucchieria,—ripresero gli altri spaventati.

—Con licenza vostra, non ci ha che fare il Diavolo; ma un'Aquila grigia.

—O come un'Aquila?

E tutti gli si posero attorno. Orazio, sempre col capo scoperto, e godendo della paura dei compagni, che non cessavano di contemplare con maraviglia mista di terrore quei capelli bianchi, e quella barba nera, incominciò a parlare:

—Ve lo dirò; in mancanza di vino, un racconto vi piacerà sempre meglio dell'acqua; n'è vero? Il padre mio, boscaiolo, morì come visse povero quanto San Quintino, che suonava a messa co' tegoli. La mamma dopo la sua morte non ebbe più un'ora di bene, e, povera donna! cadde inferma di palpito di cuore. Il curato, che era uomo saputo, ci disse che cogliessimo certa erba, chiamata fu[14], la quale cresce per questi monti; ne spremessimo il sugo, e glielo dessimo a bere, che le avrebbe fatto bene; e come disse trovammo essere vero; ma fu, o non fu, quando la candela arriva al verde bisogna che si spenga; e la vecchia si spense: requiescat in pace. Amen.