La testa, e del tiro
Si aspetta l'onore
Al franco uccisore
Del marzio cignal.

E premio più caro
Lo aspetta, del viso
Di Clelia un sorriso,
Baleno di amor;

Di Clelia la bella,
Che quale la mira
Delira,—sospira,
Più posa non ha._

—Eccoti un bacio, e uno scudo; disse Marzio uscendo da un macchione in compagnia di Olimpio. Iddio ti ha dato la grazia del canto come il raggio alle stelle—luminosa, e soave: io ti chiamerò l'usignòlo dei banditi.

Ma il giovanetto, lusingato dalle lodi, ricusò la moneta, e rispose:

—Marzio, io per danaro non canto; la voce mi fu data senza pagarla, ed io la dono, non la vendo: così mi sembra il canto più bello. Io ti servo per amore, e basta. Il nostro amico della Ferrata mi manda a dirti, che il Barone è giunto…

—È giunto?

—Certo, ed io l'ho visto; ha seco la moglie, i figliuoli, ed una scorta di guardie campestri, o masnadieri che sieno. Io vengo ancora a cercar muli dai carbonari perchè il vecchio non intende fermarsi, e vuole continuare il viaggio in questa stessa notte.

—Quanti di scorta?

—Dodici; ma non di queste bande: alla parlata paiono delle parti di
Toscana.