Il Conte, affidato dallo aspetto e dalle parole di Beatrice, e dall'altra parte considerando come nulla giovasse la diffidenza però che fosse tolta alla fuga ogni via, spinse oltre il cavallo, ed egli pure si fu accorto ben presto come i banditi, a fine d'incutere spavento, e per comparire quattro volte più numerosi di quello che veramente fossero, avevano disposti pali lungo il ciglione della via, e fasciati di paglia e di stracci, dando loro sembiante di banditi messi alla posta. Percorso il sentiero incassato riuscirono allo aperto, e al sicuro; però che, quando anche i banditi fossero stati in facoltà di farlo, non avrebbero osato appressarsi a giorno alto di tanto alla Rocca Ribalda popolosa di ben mille persone, di cui la più parte gagliarda per le quotidiane fatiche, e armata tutta di archibugi e di scuri.—Qui il Conte con accento severo ordinò a Beatrice:
—Dimmi con quale argomento tu potesti giungere fino a me.
—Signor Padre, non sarebbe meglio affrettare il passo adesso, e differire la storia a quando, ristorato dei patiti disagi, voi foste in termine di porgermi più pacala attenzione?…
—Tu… appena io manifesto la mia volontà, sei usa a contrapporre subitamente la tua… e sì… e sì che a questa ora avresti dovuto capire, che io aborro gli oppositori.—Obbedisci.—Nelle mie mani la gente ha da essere come morta…
—Obbedirò—rispose Beatrice levando gli occhi al cielo, quasi volesse dire: Signore, dammi pazienza.—Marzio, mentre io era in carcere, mi raccontò la pietosa strage della fanciulla di Vittana…
—Che? Come? Cosa favelli?
—Quando mi teneste chiusa in prigione nel sotterraneo del palazzo di
Roma, Marzio mi espose la morte di Annetta Riparella di Vittana…
—Avanti…
—E mi disse ancora lui esserle marito, voi avergliela ammazzata; epperò legarlo un giuramento, fatto sul corpo della defunta, di vendicarla nel vostro sangue. A questo fine essersi allogato in casa nostra; ma vista la vita infelicissima che voi ci condannate a condurre, l'odio suo contro noi essersi convertito in pietà, e non avere voluto commettere in casa l'omicidio di voi, secondo che aveva disegnato, per timore che noi ne fossimo incolpati, e ce ne venisse danno.
—E tu, sapendo questo, me lo hai taciuto?