—Signore! E come poteva dirvelo io?—In carcere, appena schiusa la porta mi gettavate lì acqua e pane, e volgevate crucciato le spalle…
—Ma se volevi, potevi…
—E quando? Sul partire, due volte io vi scongiurai ad ascoltarmi; voi mi cacciaste in carrozza, e, chiuso lo sportello, vi poneste la chiave in tasca. Alla Ferrata, lo rammentate, mi respingeste; per la via, ordinaste che non mi lasciassero trascorrere, e voi ve ne andaste lontano… come dunque aveva a fare io?
—Tu sempre ardisci avere ragione;—io ti dico che tu potevi avvisarmi:—chè se non partecipasti alla iniqua trama in cuore, almeno non desiderasti prevenirla. Continua…
—Marzio partì la notte, dopo avere posto in salvo Olimpio, che voi avevate condannato a morire di fame…
—Dunque vive costui?… Ah scellerati, come bene congiuraste a mio danno!… Continua…
—Al momento dello assalto procurai badare attentamente quello che accadeva, e malgrado la diligenza usata da Olimpio e da Marzio a mascherarsi…
—Marzio! Dunque nè anch'egli è morto?
—Io lo ravvisai tra i banditi; anzi guidatore dei banditi. Allora mi accorsi che non si trattava del vostro sequestro soltanto, ma della vita; e quindi il mio discorso, e le larghe promesse ai banditi perchè, tratti dalla cupidità a separarsi da Marzio, noi lasciassero andare. Riuscito il tentativo a vuoto, mi calai chetamente da cavallo e vi seguitai alla lontana, appiattandomi ora dietro a un tronco, ora dietro a un cespuglio: giunti che furono i banditi al taglio del dirupo di Tagliacozzo, ecco sparirmi di subito davanti agli occhi. Mi accosto studiando il passo, e trovo l'apertura, comunque coperta con diligenza di piante; scendo il corridore, che abbiamo percorso insieme, e ascolto uno schiamazzo confuso di bestemmie, e di scherni. Io non sapeva allontanarmi, e per altra parte non mi riusciva immaginare il modo di potervi sovvenire. In questa udii Marzio che ordinava a un bandito di prender gente, e avviarsi a Tagliacozzo; onde io mi ritirai di corsa, mettendomi di vedetta dentro una macchia. Uscirono parecchi masnadieri, e per molte ore rimasi appiattata; a notte fitta mi avventurai di nuovo nel sentiero che mena alla caverna; tesi l'orecchio, e non udii rumore alcuno; sporsi la faccia, e al chiarore moribondo delle lanterne vidi i banditi tutti addormentati; mi attentai entrare; palpitando muoveva in punta di piedi; scòrsi una porta, pensai che voi foste chiuso la dentro; levata la spranga apersi, e vi trovai svenuto sul pavimento. Dio ci ha dato visibilmente soccorso, e voi siete salvo.
—Sta bene, disse il Conte.—Intanto erano giunti alla ròcca. Don Francesco prima di porsi a giacere, premendo le angosce che lo travagliavano, chiamò alcuni dei suoi servi, e promise loro quattromila zecchini se gli avessero portato morti o vivi i banditi, che avrebbero potuto prendere a mano salva nella caverna di Tagliacozzo.