[7] Roberto Bruce palesa in assemblea generale ai nobili scozzesi, quivi ragunati, il suo proponimento di liberare la patria: assentano tutti, tranne Cummin. Bruce indignato lo assalta nel chiostro dei Francescani, e lo lascia per morto.—Sir Tommaso Kirpatric, amico di Bruce, lo interroga se lo abbia ucciso; a cui quegli rispondendo—crederlo,—soggiunse: «Io voglio assicurarmene»; e andato colà dove giaceva, gli passò il cuore con la spada. La famiglia di Kirpatric in memoria di questa azione assunse per istemma una mano, che brandisce una spada insanguinata, con le parole: «Io voglio assicurarmene». HUME. Storia d'Inghilterra, tom. II.
CAPITOLO XXI.
IL MANTELLO ROSSO.
Ulrico. Non è il momento di dissimulare, o di perderci in vane parole. Io ho detto che il suo racconto è vero, e che egli deve essere ridotto al silenzio…..
Voi siete in credito col Governo: quello, che qui avviene, ecciterà leggermente la sua curiosità;—conservate il nostro segreto; abbiate un occhio vigile; non fate moti intempestivi, non parlate… Noi non avremo un terzo cianciatore, che stia in mezzo di noi. BYRON, Verner
—La partita è perduta; rimescoliamo le carte.
—Ma don Olimpio, osservava il biscazziere con una vocina agro-dolce, pensa mo che ti se' messo a giuocare un poco innanzi che suonasse l'ave maria della sera, e adesso mano a mano siamo all'ave maria della mattina;—ogni minuto, che passa, parmi proprio di stare su la gratella di san Lorenzo.
—Quando dianzi aprivi la bocca, ed io te la turava, con un ducato, ti sei rimasto da abbaiare, brutto Cerbero.—Per dio! ho perduto anche questa; a me le carte.
—Più della vostra moneta, avrei avuto caro che ve ne andaste via; da biscazziere onorato…
—Se tu puoi fare che queste parole stieno insieme, anche un minuto secondo… io… io ti dono la Sicilia di qua, e di là dal Faro.