—Il galeone di Acapulco non è arrivato stasera?

—O perchè non hai condotto il tuo compagno don Marzio?

—Queste due domande andarono come due frecce a percuotere nel medesimo bersaglio: sicchè Olimpio sentendosi punto, dopo avere bestemmiato al corpo e al sangue, rabbiosamente favellò:

—Per avere addosso il mantello rosso gli pare essere il Conte Cènci, a cui lo ha rubato…

—To' consolati, disse il biscazziere mettendogli davanti un boccale di vino.

Olimpio lo vuotò di un tratto, e sospirando lo ripose su la tavola.

—Tu non mi vuoi bene, riprese il biscazziere, ed hai torto marcio; e per provartelo, se vuoi una dozzina di ducati da giuocarteli, e rifarti, io te gl'impresterò…

—E chi ti ha detto, che io non ti voglio bene? Anzi io te nè vo' più che al pane…

—E quel Marzio, che tu onori come tuo sopracciò, intanto ti bistratta, e ti nega danari…

—Figurati! Sai tu che cosa mi ha detto quando gli ho esposto che non avevo quattrini? Se sei povero, impiccati.