—Non ci è pericolo, riprese don Giacomo; noi stiamo in famiglia, e per aggiungervi voi io spero che in famiglia rimarremo pur sempre.
—Questo con tutto il cuore desidero; e poichè in famiglia abbiamo a restare, piacciavi in cortesia, donna Luisa proseguire nella lettura.
Di vero nella famiglia Cènci consideravasi monsignor Guido Guerra come fidanzato della Beatrice: questa notizia andava per le bocche della gioventù romana, e lui chiamavano avventuroso, e al suo felice stato invidiavano: sapevanlo anche in corte; e il Papa lo sofferiva acerbamente sì perchè avesse posto la mira su Guido, conoscendolo sufficiente molto e di abito gentilesco, per inviarlo legato a qualcheduna delle Corti straniere; sì perchè egli non lo avesse prima richiesto del suo consenso, o per lo meno consultato; infine gli dava uggia quel sentirlo proclamare sposo, e vederlo con la mantellina addosso: conciossiachè uno dei punti più ardentemente combattuti fra Cattolici e Luterani fosse stato, e durasse ad essere, il celibato dei preti. Maffeo Barberini, cardinale di molto seguito, come intrinsecissimo di Guido, lo tenne avvertito di quanto buccinavasi in corte, ond'ei si governasse: e questi informatosi se il memoriale di Beatrice al Papa avesse avuto corso, e sentito che no, fu cauto di ritirarlo dallo ufficio, temendo che, capitato sotto gli occhi di Clemente, non valesse a suscitargli qualche sospetto nell'animo, già troppo per natura sospettoso.
Guido con leggiadra scioltezza si accostò alla Beatrice, e fece atto di prenderle la mano per recarsela alla bocca; se non che questa, invece di porgergliela, si levò risoluta in piedi accennandogli che la seguitasse. Ella lo condusse nel vano di una finestra, e l'ampia cortina li ricoperse completamente.
Però rimasero celati colà uno istante; un solo istante; tutto al più quanto un ferito a morte pone a raccomandare l'anima a Gesù e a Maria prima di spirare, e uscirono poi uno dopo l'altro, e tali nel volto da chiarire, che invece di avere stretto il laccio di amore, lo avessero rotto con violenza, e per sempre. Invero ognuno di loro sentivasi il cuore legato; ognuno di loro strascinava un tronco della catena, e nondimeno i capi erano stati infranti irreparabilmenle. Una parola di Beatrice l'aveva spezzata come colpo di scure: con lo stringere la mano dello uccisore del padre suo non si rendeva ella complice del parricidio? Questo aveva pensato, e questo nel brevissimo istante fu da lei al suo amatore significato.
Guido, percosso da sgomento, adducendo il pretesto di certo suo negozio che lo chiamava altrove, poco si trattenne, e come meglio poteva celando lo affanno si accomiatò. Donna Luisa accortasi della confusione del giovane, e attribuendola a qualcheduna di quelle brevi procelle, che agitando accrescono la fiamma di amore, disse scherzando:
—Beatrice, Beatrice! non essere tanto corriva a scartare il re di cuori; bada, che carta male scartata, spesso è partita perduta.
Monsignore Guido appena svolto il canto della contrada occorse in un suo fidatissimo servo, il quale veniva frettoloso in traccia di lui. Appena lo ebbe scorto, quegli gli disse:
—Monsignore l'eminentissimo Cardinale Maffeo ha mandato un donzello del Governatore al palazzo, affinchè adoperasse ogni diligenza per trovarvi, e consegnarvi questo paio di sproni[4].
—Sproni! E non ha egli soggiunto altro?