—Questa, che vuolsi estimare e commendare bontà egregia di suddito, sarebbe ripresa come durezza nel Principe; il quale non può patire che il magistrato fedele si logori nella fatica finchè diventi pianta infracidita, buona solo a farne fuoco: anche i Romani, che furono sì operosi, com'ella dottissimo non ignora, quando giungevano a quella parte di vita, da loro distinta col nome di senio, senza infamia potevano ritirarsi dai pubblici negozi; verso sera ogni animale, che vive in terra, cessa dalle opere.
—Ed anche a me, Eminentissimo, piacerebbe seguitare lo usato tenore di tutte le creature; non già per riposarmi, chè a riposare tempo ne avanza anche troppo nel sepolcro; bensì per apparecchiarmi con la meditazione delle cose divine a quel termine, per tutti noi quanti siamo comune, e da me sopra gli altri mortali desiderato; ma nonostante gli esempii pagani, ne temo biasimo. Bene altramente c'insegnò la virtù del sagrifizio Gesù Redentore; onde io, che per questa parte mi sento incolpevole, vorrei senza rimprovero portare i miei capelli bianchi alla fossa.
—In primo luogo io la conforto, carissimo fratello in Cristo, a porgere volonterose le orecchie alla chiamata che le viene dall'alto; inoltre io l'assicuro, che invece di biasimo dai buoni non può venirlene altro che lode, e dal Beatissimo Padre amplissima approvazione; a nome del quale io le profferisco tutti quei favori, che possa desiderare più acconci per condurre a termine l'ottimo suo proponimento.
—Poichè, Eminentissimo, con tanta benignità le piace consolare questo mio cuore trafitto, io le paleserò sentirmi vocazione di rendermi a Dio in qualche Regola di religiosi insigne per santità non meno, che per opere utili ai miei fratelli di tribolazioni.
—E di queste regole siffatte, mio caro, abbonda sì la santa Chiesa Cattolica, che non vi ha altro imbarazzo se non quello di scegliere. Ella ha i monaci di San Giovanni di Dio, consacrati alla cura dei poveri infermi; ha gli Agostiniani del Riscatto; l'Ordine dei Predicatori, veri atleti di Cristo; i Francescani, che, coi Domenicani, Papa Onorio (per rivelazione, divina) conobbe sostenere la Chiesa periclitante; ma tutte queste religioni, come quelle che appartengono alla Chiesa militante, quantunque convenevoli allo zelo di vostra signoria illustrissima, male si confanno agli studi suoi ed alla età. I reverendi Padri Benedettini di Montecassino, consacrati alla vita contemplativa, andarono per esercizio di cristiane virtù e per dottrina famosi fra i più distinti ordini della Cristianità; ed io le proporrei riparare fra loro, se per mia convinzione non trovassi a preferire i Padri della Compagnia di Gesù…
—I Gesuiti?
—Per lo appunto. Chi meglio di loro meritò della Chiesa? Francesco e Domenico sostennero la Chiesa pericolante, i Gesuiti la rilevarono pericolata. Chi sarebbe stato a pari di loro gagliardo a durare le lotte della fede co' Luterani, Calvinisti, Zuingliani, e l'altra peste maledetta di eretici, che Cristo confonda? Al Papato e al Principato i Gesuiti sono più necessari che i denti in bocca all'uomo; senza essi non si mastica: ed io so quello che mi dico. Il Principato attese a deprimere la Chiesa; e la Chiesa, legittimamente difendendosi, crollò il Principato: dannose le mutue offese, e quelle dei Principi, per di più, empie. Ora poi che assursero i Popoli ad avvantaggiarsi delle diuturne discordie, e, rotto il freno, minacciano il trono e l'altare, i Principi hanno fatto senno; e, uniti in bel vincolo di amore, attendono a sanare le scambievoli ferite: di entrambi adesso ne stringe pari la cura, però che entrambi derivino da Dio, quantunque immediatamente la Chiesa, mediatamente il Principato. I Gesuiti ottimamente compresero la doppia missione, e la esercitano con la sapienza del serpente, e la semplicità della colomba: non dubbii in loro, non esitanza, non disonesto spirito di discussione. Obbedienza e fede trionferanno del mondo, perchè deve capire, chiarissimo signor Presidente, come colui, che si avvisa a sottoporre ad esame i dogmi della Chiesa e i motuproprii dei Principi, se non è diventato eretico e ribelle, già cammina per la strada di esserlo.
—Eh! sì… i Gesuiti… non dico; in verità meritano moltissimo: ma dei Girolamini, Eminenza, che ne parrebbe a lei?
—Santa Vergine! Vorrebbe, signor Presidente, scegliersi per avventura ritiro imperiale? Questa non mi parrebbe umiltà: extra jocum, anche i Girolamini meritarono ottimamente della Chiesa. Già come sono frati ella può andare a occhi chiusi; se quelli paionle buoni, e questi proverà meglio; è tutta messe del seme di Dio. S'ella si sente vocazione per la regola di San Girolamo, dia retta alla chiamata di Dio.
—Il Signore la rimuneri di avermi illuminato: in breve, se la Eminenza sua si degnerà concedermelo, depositerò nelle mani riveritissime di lei il memoriale onde Sua Santità mi dispensi dallo ufficio; e nel presentarglielo, che farà la Eminenza sua, io la supplico di renderla capace, con quelle parole che le parranno più acconce, delle ragioni che mi muovono a questo passo, affinchè mi sia continuata la grazia del Padre dei Fedeli.