IL SAGRIFIZIO.
Non sentite che stridìo
Fa quel gufo colassù?
È là un'aquila che sgraffia!
Quanti corvi intorno a lei!
Quanti corvi a molestarla!
Presto, indietro, figli miei.
. . . . . . . . . .
Van gl'infanti:—e don Rodrigo
Ha già scritto ad Almanzor:
Vengon tutti, e senza schermo
Tutti a morte gli hai da por.
I sette Infanti di Lara,
Romanza spagnuola.
—Introducetelo immediatamente.
Così ordinava Cinzio Passero cardinale di San Giorgio al camerario, ch'era venuto ad annunziargli come il presidente Luciani, con grandissima istanza, domandasse di favellare a Sua Eminenza. Il Luciani, mossi alquanti passi, si fermò a mezzo la stanza curvato profondamente, ed in cotesta attitudine si rimase senza profferire parola.
Il Cardinale, declinati i sopraccigli per velare le pupille tremolanti di soddisfazione, domandava con voce lenta ed ostentata indifferenza, precorritrice di prossima ingratitudine:
—Or bè, a che cosa siamo noi? Egli è finalmente compito questo magno processo?
—Vostra Eminenza, rispondeva il Luciani con le braccia giù penzoloni, ravvisa in me rinnuovato il caso di Sisifo…
Il Cardinale, meglio che dalle parole, dal sembiante del Luciani sospettando il caso, gittata là la finta indifferenza come maschera molesta, ardente e iroso soggiunse:
—Che cosa significa questo? Parlate senza metafore, chè ormai mi han concio.