—Eminentissimo, significa che noi non abbiamo potuto ottenere dall'accusata Beatrice confessione di sorte; e gli altri Cènci, mossi dal suo esempio, hanno ritrattato la loro.
—Ma voi… voi vi sarete lasciato intenerire per avventura anche voi.
—Io!—esclamò il Luciani, come quando si ode qualche sproposito solenne:—eh giusto! Corda, Eminentissimo, tortura capillorum, tortura vigilae, canubbiorum, rudentium, taxilli, tutte le adoperai, e senza intervallo di tempo, sicchè ne rimasi sbalordito io stesso: poco più che avessi spinto il tormento dell'accusata, a quest'ora non ne parlavamo più, con danno inestimabile del processo. Io l'ho costretta a rimanere tre ore intere in deliquio.
—E neanche col tassillo ha confessato costei?
—Neppure col tassillo.
—Ma che gli fate adesso, di burro?
—Eminentissimo noi gli facciamo di legno di pino, impeciati, e aguzzati per filo e per segno: e tutti i tormenti io ho ordinato le inasprissero per modo, che lo stesso mastro Alessandro ha consigliato si sospendesse la tortura, avvegnadio corressimo pericolo presentissimo di vita.
—Chi è questo mastro Alessandro?
—Il boia, Eminentissimo.
In verità occorrono in tutte le lingue taluni composti di certi suoni, che hanno virtù di scuotere ingratamente i nervi umani; e la parola boia è senza dubbio fra questi. Il Cardinale arricciò il naso e scosse disdegnoso la testa, quasi che volesse dire: «E com'entra il boia fra noi?»