Ecco le donne alternando preci e ragionamenti giungono all'alba del giorno supremo. Dalla plaga di oriente un chiarore roseo e diafano prometteva ai Romani una mattinata dorata e azzurra;—unico vanto, e forse ultima sciagura rimasta alla nostra terra senza fine sconsolata.
Adesso si presenta uno aiutante di mastro Alessandro; questi si astenne, o non potè venire. Lo aiutante era giovane di anni, e di sembiante duro, non però disaggradevole: costui aveva già da qualche tempo sollevato uno sguardo di amore verso Virginia, nè la lingua si era taciuta a domandare corrispondenza: ella gli aveva risposto abbrividendo da capo alle piante, ond'ei veduto ogni tentativo invano, si era rimasto… per allora, dacchè non aveva potuto abbandonare la sua speranza. Di fatti, egli pensò, quale uomo, per abiettissimo che fosse, avrebbe ardito salutarla col nome di sposa? Quale ostello ricovrarla amica? Quale convento monaca? E morto il padre, qual tenore l'avrebbe difesa dalla pubblica ingiuria, e dalla persecuzione della plebe? La infamia diventava pronuba necessaria a coteste nozze.
Lo aiutante stringeva nelle mani un rasoio. Egli guardò lei, e rimase come abbagliato da tanta bellezza; ella guardò lui, e sentì freddo; pure assicuratasi, incominciò a pensare: Una voce di misericordia avrebbe tocco per avventura le viscere del pontefice? Forse alla belva plebea si toglie lo spettacolo del sangue, che vale a renderla sempre più feroce?—Parlate!… Indi rivolta allo aiutante, gli favellò:—A che vi rimanete costà come trasognato? Perchè ci costringete a così lunghi discorsi, quando ci sono contati i momenti per vivere? Noi ci stiamo apparecchiate a tutto.
E l'altro, esitando,
—Illustrissima… lo sa… è costume… i capelli…
—I capelli!—ella esclamò,—e portandosi pronta la mano sul capo ne cavò il pettine, e la magnifica chioma d'oro le scese giù come un'onda per tutta la persona. Ora, ecco, questi sono i miei capelli; e voi che cosa volete farne?
Ma il valletto del carnefice, imbarazzato più di prima, taceva; però che ella riprese:
—Ogni forza ha il suo diritto;—il diritto della scure è non rimanere impedita nel taglio:—ho capito—fa presto,—e taglia…
E la chioma cadde recisa.
Beatrice rimase stupida a contemplarla sparsa sul pavimento; le lacrime le si affacciarono agli occhi, nè tanto valse a trattenerle, che non le sgorgassero per la faccia e pel seno. Fin qui nessun dolore le aveva passato l'anima come quello, dacchè nessuno tanto l'avesse umiliata. Quando anche adesso le concedessero la vita, come ricomparirebbe fra le gentili donzelle sue compagne, ella così tosata dalle mani del carnefice? Priva dei capelli, suo decoro e suo vanto, le avevano (si perdoni la stranezza della espressione in grazia della efficacia a manifestare il sentimento, che in quel punto assalse Beatrice) decapitato la testa.