Il padre era già in piedi, ed occupato, in fede di Dio, in piacevole studio: egli attendeva a dare il filo alla mannaia. Quando i fratelli della Misericordia entrarono egli stava giù curvo, e lo guardava tentando con l'ugna se fosse riuscito a dovere.
—Mastro Alessandro, gli dissero gl'incappucciati, mirate qua; è venuto male alla vostra figliuola: mettetela a letto, e procurate di farla rinvenire.
E pronunziate appena queste parole se ne andarono via; imperciocchè chi di loro avrebbe voluto prodigare le sue cure al sangue del carnefice? La gente di giustizia pagasi, ed odiasi, sia alta o bassa: le gittiamo l'osso, e le diamo una pedata; e quei medesimi che hanno per istituto esercitare atti di carità credono avertene praticata abbastanza quando la raccattano caduta.—Alessandro tolse di peso la sua figliuola, la scinse; e persuaso che fosse una mancanza, appoggiata in un canto la mannaia, si dette a cercare penne di gallina per abbrustolirgliele sotto il naso: riuscito questo esperimento invano, prese aceto e glielo spruzzò sopra la fronte. La fanciulla non rinveniva; il padre incominciò a spaventarsi: la guardò meglio in faccia… quelle bolle vermiglie, quella bava sanguigna che il boia aveva osservato sopra la bocca di Marzio morto nei tormenti, adesso il padre osserva sopra la faccia della sua figliuola. Si diè di un pugno nel capo, e corse all'uscio mugolando: aiuto! aiuto!
Appena egli ebbe messo il piede nel pianerottolo, una voce da basso sinistramente roca lo chiamò:
—Oe! mastro Alessandro… avacciatevi; prendete la mannaia, e correte a Torre di Nona, che colà vi aspettano.
—Non posso.
—O bella questa! Vale un ducato nuovo di zecca! O che voi avete facoltà di dire: posso, o non posso? Anima e corpo voi siete venduto agl'Illustrissimi che vi comandano…
—Non posso… non posso: sgombrami la scala, chè ho bisogno di andare pel medico…
—Che medico, e non medico? Dove ci siete voi non vi ha mestiero medico… voi avete a venire a tagliare quattro teste…
—E se io non voglio venire?—E se io butto là la mia vita e la mia scure dicendovi: Infami quanto me; più di me, perchè alla malvagità accoppiate la ipocrisia; ammazzate da per voi col ferro coloro, che avete prima assassinato con la penna. Mi muore la figlia, e m'impedite di andare a cercarle soccorso! Io non ho nulla, assolutamente nulla, che mi rammenti nel mondo di essere uomo, tranne questa misera, e cara figliuola; e mi contrastate il diritto di porgerle aiuto? Se ella, la Virginia, è morta, e che cosa importa a me essere giustiziato, piuttostochè giustiziare? Se posso salvare Virginia io me ne andrò con lei in un deserto, in una isola disabitata, lontano lontano da voi:—meglio mangiare corbezzole salvatiche, che il vostro pane fatto di veleno e di farina d'ossa di morto…