—Molto più che queste cose noi le possiamo rifare, osservò il francese offertosi a sostenere le parti di Automedonte; ma l'Ubaldino, sbirciatolo di traverso, tra la rabbia e il riso gli disse:

—No, francese proprio di Francia, coteste cose non si rifanno; ma è meglio periscano esse, che una creatura innocente.

—O preti!—esclamò un giovane artista, e tacque. Poi, dopo essersi soffermato alquanto per trovare nella sua mente convenevole epiteto, soggiunse:—O preti, preti! Chè ho detto tutto, e a dire più di così io ve lo do per bazza; voi ci volete assassinare i nostri modelli. E tolti essi di mezzo, cui ci rimarrà a studiare per farci onore? Forse voi altri? Oh! non capita tutti i giorni dipingere su le mura di qualche camposanto l'Arca di Noè.

—Ah! se la Beatrice fosse nata nei tuoi panni, buon per lei! che adesso non si troverebbe al duro passo a cui l'hanno condotta.

—E questo come ci entra?

—Ci entra benissimo, perchè e' dicono che l'ammazzano per carpirle i suoi scudi. Ora a te possono bene strappare i denti; ma in quanto scudi, gli è tempo perso.

—Silenzio voi altri! La bellezza, che noi vagheggiamo, ricordate che non è di cortigiana, bensì bellezza purissima, celeste; però ond'ella discenda sopra i nostri cuori, come lo Spiritossanto nel giorno della Pentecoste, ed infonda in loro virtù di operare magnanimamente, importa mantenerli disposti con gravi, e religiose meditazioni.

Questo discorso, favellato dal giovane Ubaldini salito su di un trespolo, troncò in un attimo le arguzie intempestive; e tutti cotesti strepitosi, e svagati artisti diventarono serii quanto i Padri del Concilio di Trento.

Il primo raggio di sole che spuntò dai colli di Roma rischiarava nella prigione di Torre di Nona un molto lacrimevole spettacolo. Giacomo e Bernardino incontratisi, corsero ad abbracciarsi; onde poter confondere insieme lacrime e baci, si erano provati a entrare l'uno fra le catene dell'altro; ed essendovi riusciti, si vedevano ricingersi scambievolmente con bracci, e catene.

—Vieni, caro, stringimi… mi pare stringere i miei figliuoli. Te beato, Bernardino, che non hai figliuoli! Tu senti men che mezzo l'affanno della morte.