—E non ho nepoti?

—Ahimè! I miei figli… orfani… figli di parricida, perseguitati da un uomo maligno che può tutto quello che vuole, e che vuole la loro sostanza! Tutti, per piacere al potente, ammantano la viltà con la sembianza di santa abbominazione, e cacciano via i maladetti. Dove sono gli amici? Diventarono nemici, e fanno scontare ai figliuoli la vergogna di averne conosciuto il padre.—Contendono ai loro petti affamati il pane; chi li difende? Gli percuotono; essi piangono, e perchè tacciano li percuotono da capo… La madre, rifinita anch'essa, si adonta che il suo seno sia diventato nido di vipere… Ah! no, no, Luisa, la mia Luisa non abbandonerà i miei figliuoli; e quando le verrà meno il latte, gli nudrirà di sangue.

—Poveretti! E li priveranno proprio di tutto? Anche della roba mia? Ma io non so niente di tutte queste diavolerie, e l'ho assicurato poc'anzi al padre confessore, che non ci voleva credere. Egli caparbio urlava: no; ed io fermo gridava più di lui: sì; finchè sono venuti a prendermi.

—E che innocentissimo tu sia, fratel mio, chi lo sa meglio di me? Tu almeno conservi una consolazione, ed è che da questa vita trapasserai alle gioie celesti. A me poi dubito forte che questo mi venga concesso; perocchè, quantunque io non abbia parte nella morte di Francesco Cènci, pure mi è forza rendermi in colpa per avere altra volta macchinato contro la sua vita, ed acconsentito che lo uccidessero.

—E non pertanto ci siamo accusati di averlo trafitto noi stessi! Io ammazzare il signor padre, che al solo vederlo mi metteva i brividi addosso?… Ma, comecchè fanciullo, io mi sono troppo bene accorto, sai, che anche negando ci avrebbero fatti morire fra mille strazii; così, confessando, almeno ci daranno morte ad un tratto, e mi pare un bel guadagno. Dimmi, fratello, tu che sei uso a vivere nel mondo, la giustizia è sempre fatta così?

—Giacomo rispose co' sospiri;—ma il fanciullo, tendendo le orecchie, prosegue:

—Senti! Giacomo, senti! Che cos'è questa campana che ci piange sul capo?

E Giacomo allora, stringendosi al seno più forte Bernardino, gli domandò tutto smarrito:

—Come ti senti, Bernardino?

—Io? Bene.