—Quaggiù il soffrire è martirio; in paradiso è gloria… Andiamo… andiamo.

Qui, o curiosità o pietà che si fosse, in maggior copia si radunava la gente; la quale stipata per la via, appena dava adito per muoversi al sinistro corteo. Uomini e fanciulli vedeansi appollaiati, a mo' di uccelli, su per le cornici e i remenati delle finestre, o rannicchiati in forma di grottesche cariatidi per le bozze dei muri, pei soprapporti, e perfino ai bracci di ferro da sostenere i lampioni. Cotesta era plebe o lacrimosa senza pietà, o stupida senza ferocia, tutta lamentante un fato, che nessuno fra lei avrebbe steso un braccio per mutare: all'opposto lo avrebbe trattenuto; imperciocchè quelle sieno feste per la plebe tanto più accette quanto più acri di commozioni, ed apprestate a lei senza spesa.

Comparve prima donna Lucrezia col velo nero avviluppato intorno al capo, e poi cascantele fino alla cintura: con la cappa nera di tela di cotone di maniche ampissime, ed aperte: con la camicia di tela eletta piegata in righe minutissime, e chiusa ai polsi, siccome allora ne correva l'andazzo. Intorno alla vita non portava la fascia bianca che a quei tempi costumavano le vedove in Roma, bensì una corda, entro la quale le stavano costrette le braccia; non tanto però, che con la destra non potesse recarsi davanti agli occhi un Crocifisso, e con la manca asciugare il sudore che le grondava dalla fronte: calzava pianelle basse di velluto nero, con fiocconi di seta dello stesso colore.

L'affanno lungo non aveva potuto appassire la divina bellezza di Beatrice. A guisa di fiamma vicina a spegnersi, parve raccogliere tutto il suo splendore per iscintillare più vivace. Il patimento l'aveva spruzzata con la rugiada che stilla in cielo dalle palme dei martiri: ella sta tuttavia sopra la terra, ma come un angiolo che apre l'ale per librare il volo al trono di Dio. Beatrice comparve assettata in modo alquanto diverso dalla matrigna: il velo aveva bianco; sopra le spalle un drappo di argento; la vesta di taffettà color di viola; le scarpe alte di velluto bianco con fiocconi, trine, e tacchi cremesini.

—Eccola! Eccola! Come balena corre questa parola di bocca in bocca dai prossimi ai lontani; e, quasi che non serbassero cuore ed occhi tranne per lei, intesero tutti alacremente lo sguardo per contemplarla.

Mosso ch'ella ebbe un piede fuori della porta le andò incontro il Crocifisso della Misericordia a mezzo involto dentro un velo nero lungo e pendente, che, ventilato dal soffio del vento settembrino, pareva una vela gonfia dall'aura propizia alla partenza.

Il Crocifisso le s'inchinò davanti come per salutarla, ed ambe le donne si prostrarono. Beatrice, adorando, con voce alta così parlò:

—Poichè tu vieni a me con le braccia aperte, piacciati, Cristo
Redentore, ricevermi col medesimo affetto col quale io vengo a te.

Dall'alto della carretta Giacomo e Bernardino avendo veduto la bella innocente, rimorsi nella coscienza per averla costretta a confessarsi colpevole in grazia di salvarli da morte, parendo loro esser causa del supplizio di lei, e sospinti da un medesimo affetto, prima che li potessero impedire precipitarono giù dal carro; e, gittatisile ai piedi, gridando mercede dicevano:

—Perdono, sorella; tu vai innocente, per colpa nostra, alla morte.