—No, voi siete colpevole; ed io vi dico che la porta della salute è chiusa per voi, se voi, umiliandovi, non confermate coram populo la vostra confessione.
—Sono questi i conforti co' quali mi consolate? Ricominciano adesso i tormenti del Luciani? La mia salvezza non dipende da voi, nè da qualsivoglia mortale sopra la terra. Tacete.
—Non tacerò. Voi siete rea, voi dovete rendervi in colpa di parricidio…
In questa un vaso di fiori caduto dall'alto, a bella posta o per caso, percosse sopra la spalla dello incappato: il colpo stritolategli le ossa, lo stramazzò a rotolarsi per terra con angosciosi guai. Accorsero i fratelli a rilevarlo, e trattogli il cappuccio, lui riconobbero essere Giovanni Aldobrandino, nepote del papa. I suoi parenti lo avevano mandato confortatore non già, bensì testimone della strage. La strage fu compita, ma egli non la vide.
Dalla via di San Paolino sboccano sopra la piazza del Castello Sant'Angiolo, altramente detto Mole Adriana. I riti funebri dei pagani furono aboliti da Cristo, e non pertanto i suoi sacerdoti continuano a svenare sopra cotesto sepolcro vittime di schiavi, che intendono riscattarsi dalla servitù. Un giorno la vittima sagrificherà il sacerdote, ma rimarrà illeso il Dio.
In mezzo alla piazza sorge il palco, e quivi sopra una panca e un ceppo; sul ceppo una mannaia. I raggi del sole declinante illuminano il ferro forbito, che par di fuoco; gli occhi di quelli che lo guardano ne rimangono feriti. Il popolo denso e stipato ondeggia come campo di biada matura battuto dal vento della canicola: per cotesto moto si comprendeva quello essere il regno delle tempeste, ma in quel momento la procella taceva. Arrivata la processione presso la cappella di San Gelso, dove stava esposto il Venerabile, (stazione ultima dei condannati che qui dentro, adorando, dovevano aspettare di venir tratti di mano in mano al supplizio) ecco cotesta massa di popolo incomincia a infuocarsi, ed a ribollire a mo' di bronzo liquefatto per fondere campana, o cannone; chè gl'istrumenti di morte, o di pietà si compongono dagli uomini col medesimo metallo!—Dall'alto si vedeva la gente fuggire qual da un lato, qual dall'altro, e respinta respingere; sicchè il moto si propagava lontano.
Un pugno di uomini, distinto col pampano al cappello, si avanzava chiuso e taciturno, menando colpi di stile a diritta e a manca. Quanta, e quale si spargesse dintorno la paura, quanto lo scompiglio, e come alte e disperate rimbombassero le grida, non sono cose che le si possano convenientemente con parole significare. Gli scudieri tentavano sospingere i cavalli, ma questi spaventati ricalcitravano: gli sbirri, come coloro che sanno quanto peso di odio si aggravi sopra lo infame loro capo, attendevano a mettersi in salvo. Fratelli della Misericordia, sacerdoti, torcie, Cristo, gonfaloni, ogni cosa a rifascio.
Mastro Alessandro, ritto su la carretta, si teneva sempre sotto mano Giacomo e Bernardino Cènci, come falco che stringa due passeri fra gli artigli. Mirabili gli atteggiamenti ed i segni della passione, così degli uomini come delle donne, dai veroni, dai tetti e dai palchi; pietosissimi i guai della gente sbattuta su la piazza: alcuni calpestati, altri soffocati morirono; donne gravide si sconciarono: parecchi perfino, o per lo spavento, o pel calore del sole che picchiava loro sul capo intensissimo, o per ambedue queste cause, ammattirono. Per arroto al tramestio alcuni palchi, tra per essere abborracciati, tra per andare stracarichi di persone, si fracassarono con orribile rovina; e dei caduti qual si ebbe o gamba, o testa, o braccio rotti, e nessuno rimase senza ammaccatura.
Guido sopra il suo focoso cavallo queste cose vedeva, e sentiva struggersi l'anima dentro nella esitanza del fine. Ecco i suoi compagni procedendo si accostano a Beatrice; ecco l'ultimo ostacolo è remosso: ora la prendono… l'hanno presa, la sollevano, la traggono via. Ella è salva. Il popolo scoppia in immenso grido di gioia; anch'egli fa spalla ai rapitori; e se nei proprii moti non s'invescasse, gli sovverebbe con più fruttuosi conati.
Guido non si potendo padroneggiare stende le braccia, quasi intendesse accertare lo spazio che lui separa dalla sua Beatrice. Come ventura volle, nella smaniosa movenza della persona stretta la gamba destra venne a ferire dello sprone il polledro, che, già da tanto trambusto spaventato, sbuffa feroce; e come se questo non bastasse a concitarlo, allo improvviso davanti a lui si scoscende fragoroso un palco, dove i casi lamentati poco anzi si rinnuovarono. Il polledro allora invaso da rabbia irrefrenabile, sciolto dalle redini, si avventa come fulmine; e rompendo la calca col petto, mordendola e calpestandola, trasporta seco in sua balìa il misero amante.