A questa ora infrequenti i passi calpestano il pavimento della chiesa. L'ostiario annunzia che la chiesa sta per chiudersi, e, lasciato trascorrere altro breve spazio di tempo, parendogli che fossero usciti tutti, girò la grave porta sopra i cardini, e con vigorosa spinta la chiuse.

Cotesto fragore echeggiando di arcata in arcata, scosse per ogni angolo della casa di Dio le antiche sepolture;—poi di mano in mano sfumò, e fu fatto silenzio.

Delle torcie una sola rimase accesa, a rischiarare pochi passi del pavimento attorno al feretro. Le lampade, che ardono fioche a grandi intervalli davanti gli altari dei santi, fanno più solenne e paurosa la oscurità del luogo.

NOTA

[1] Giovanni Gonnelli di Gambassi, piccolo castello in Toscana nel territorio di Volterra, scultore, divenne cieco in Mantova o sia per caso, o per i patimenti sofferti in occasione dell'assedio e del sacco che vi diedero i Tedeschi nel 1630, colà condotto al servizio di Carlo Gonzaga: fu allievo del Tacca; ebbe la vista fino alla età di 20 anni. Diventato cieco non si smarrì, e continuò a lavorare, specialmente in ritratti, ch'erano somigliantissimi sempre, adoperando che lo ufficio degli occhi facessero le mani, come scrive il BALDINUCCI. Ritrattò Urbano VIII. CICOGNARA, Storia della Scoltura tomo VI. cap. 4. pag. 194. Questo autore tenta spiegare il modo col quale il Gonnelli potesse, così cieco com'era, scolpire, dicendo ch'egli era giunto a ridurre in meccanismo manuale l'azione degli occhi. Inoltre soggiunge egli, giova riflettere alla straordinaria attenzione, e concentrazione dei ciechi, per cui non vengono da alcuna cosa distratti in ciò che fanno.

CAPITOLO XXXII.

IL SEPOLCRO.

Ove riposa il tuo capo caduto,
Che raccolto, e da man pia ricongiunto
Al virgineo tuo collo, ebbe ghirlanda,
Simbolo dei dolenti anni recisi
Sul mattin della vita?

ANFOSSI, Beatrice Cènci

Si ode un'orma: si ripete. È passo di vivente, che muove verso il feretro. Al chiarore della torcia si svelano le sembianze di Padre Angelico, bianche come la cera della torcia che arde. A che viene il povero frate?