—Certo, farvi moglie del mio figliuolo primogenito sul quale aveva riposto ogni mia tenerezza come ogni mio orgoglio,—senza pure impetrare il mio consenso,—anzi senza domandarmi la benedizione paterna:—ma che parlo di benedizione e di consenso? senza pur farmene un semplice motto,—parmi tale oblìo di ogni autorità,—tale un disprezzo di qualunque reverenza, che il cuore di un padre non può astenersi di gemerne profondamente. In quanto poi al cacciarvi dalla mia presenza, perdonate,—ma la mia nuora, come colei che sente essere gentildonna romana, dovrebbe sapere, che un barone romano non può mai mancare di cortesia verso una donna, anche quando potesse riuscirgli per avventura molesta…

E siccome Luisa, punta dalla sottile allusione al suo umile lignaggio, stava per rispondere con vivezza, l'astuto vecchio, che bene se ne accorse dal colore vermiglio che le si diffuse su per le guance, si affrettava soggiungere con voce soavissima:

—Molto più che avendo voi sortito onesti natali, e predicandovi la fama valorosa donna, io non avrei trovato ragionevole causa per oppormi a queste nozze. Neppure avrebbero fatto ostacolo le mediocri sostanze della vostra famiglia sia perchè la mia casa non ne abbisogni, sia perchè la fortuna faccia delle ricchezze come il mare delle acque, che ne cuopre e ne discuopre i lidi senza posa; e a me talentò sempre piuttosto virtù senza danaro, che dovizie con superbia, con malignità, o con istolidezza…

—Don Francesco, duolmi per iscolpare me dovere appuntare altrui; ma importa che sappiate come Giacomo, vinto dalla sua passione, m'ingannasse affermandomi, sotto parola di gentiluomo onorato, voi sciente e consenziente le nostre nozze: solo per certi particolari riguardi desiderare, che i nostri sponsali rimanessero per alcun tempo celati…

—Ed ecco come—esclamò il Conte percuotendo di forza con un piede il pavimento—il disprezzo del primo dovere di gentiluomo, ch'è la lealtà, conduce sempre in miserabili rovine. Voi pertanto foste ingannata; io tradito. Forse potrei riprendervi di soverchia facilità a credere;—forse potrei chiamare incauti i vostri parenti, e voi;—ma, in qualunque caso, qual colpa mai avrebbero i vostri figliuoli?

—Ed è appunto per questi, che pure sono sangue vostro, e devono continuare la vostra discendenza…

—E ne avete?…

—Quattro, e leggiadrissimi tutti—angioli d'innocenza e di beltà—rispose vivacemente Luisa mentre le pupille le sfolgoravano traverso due grosse lacrime, figlie dell'orgoglio materno…

—Com'è feconda la razza delle vipere!—pensò nel suo segreto il Conte
Cènci;—poi con labbra sorridenti riprese:

—Dio ve gli salvi…