"La tua anima è in pena?"
"Mi circondano le amarezze della morte; salvami, per amore del Dio di
Abramo…"
"Fanciullo incorreggibile, perchè avventurare i tuoi nervi di seta fra questi pettini da lino?—Vieni all'aria aperta."
"O Zabulone!"—Dopo aver fatto un ampio lavacro di aria fresca per lo capo e pel seno, io sospirai: "Costui dev'essere Gog e Magog…"
"Egli è un uomo."
"No, Zabulone; è Belzebuth, Belfegor, e Astarot, tutti in un picchio;—lo spirito degli alti luoghi, la legione che travagliava lo indemoniato fra le sepolture."
"Egli è un uomo? Perchè calunnii Satana? Rispetto ai vinti! Lucifero fu scellerato, ma grande ribelle: ardì muovere guerra al trono di Dio, e nella battaglia rimase fulminato; caduto sopra un mare di fuoco, quivi sta chiuso dentro la immensa sua ira; e quando rugge, dall'Etna, dal Vesuvio, dalla Ecla o dal Chirombaco prorompono fiumi di fuoco; e quando muta fianco, il mondo traballa come un ebbro, l'Oceano sparisce, e si sprofondano i regni. Ora ti par egli che un Satana consenta a diventare borsaiolo?—io che lo conosco da molto tempo, mi guarderei bene da fargli questo torto."
"Chi hai detto conoscere, Zabulone?"
"Il Diavolo e il Presidente…"
Zabulone appartiene al popolo dei Giudei:—i suoi anni sopra questa terra sono molti, ed io lo venero perchè so che ama il prossimo e teme Dio. Raccontare com'io lo conoscessi sarebbe troppo lunga storia. Corre ormai molto tempo ch'ei mi si dice amico, e mi promesse sovente stringere meco più ampia conoscenza nell'altro mondo; e siccome io credeva dapprima che gli Ebrei tenessero l'anima morta col corpo,—e poi perchè senza battesimo le anime non si salvano,—pensai o mi burlasse, o mi desiderasse capitar male, e volli contradire, ma per gentilezza mi tacqui. Adesso quasi comincio a sperarlo ancora io, perchè so di certo, e lo posso giurare, che Zabulone impresta sempre il suo danaro a mezzo per cento il mese senza provvisione, e qualche volta anche a meno, non mai a più.—E la mia speranza non suona eterodossa, perchè sappiamo come Traiano fosse salvo per le preghiere di San Gregorio Magno, e Stazio poeta per virtù di non so quale altro Santo. Ora tutta la corte celeste porrà la mano al canapo per tirare su l'Ebreo, il quale ebbe in costume di accomodare in presto il suo danaro al sei per cento l'anno.