— Come così è, signore Omobono, venite a benedire la vostra figliuola.

Nonostante i bei propositi Isabella svenne; nè poco ci volle a farla rientrare in sè.

Tornata ai lieti uffici della vita, ella ed i suoi goderono un'ora che spesso intere vite si consumano senza provarla, un'ora, per provare la quale ogni creatura umana reputerebbe spesa bene la vita intera.


Questa è la storia fedele del Buco nel Muro; come la raccolsi io la contai, a me piacque, perchè se fosse stato diversamente, io non l'avrei scritta; desidero che piaccia anco a cui la leggerà: ad ogni modo se gli parrà bella, la tenga per vera, com'è vero che qui fo punto e me ne vado a dormire.

FINE.

[ INDICE]

Prologo, il quale dirà a quelli che lo leggeranno di che cosa ragioni[Pag. 5]
Capitolo I. Nel quale s'impara come Betta facesse il thè; e il signor Orazio la lasciasse stare[17]
Capitolo II. Come a Marcello nello staccarsi da Betta si attaccassero tutti i Santi del Calendario sul capo[21]
Capitolo III. Dove si fa conoscere chi fossero Orazio e Betta, non che le gravi considerazioni di Orazio sul consorzio umano in proposito del gatto Maccabruno vestito da Gesuita, e del cane Tobia vestito da Giandarme[37]
Capitolo IV. Vita e miracoli del Romanzo; della morte ne parleremo più tardi[53]
Capitolo V. Betta riportami il thè[78]
Capitolo VI. Dove s'impara come le donne non sieno libri turchi, che si leggono alla rovescia; e si tocca dei pericoli di prestare le carrozze[107]
Capitolo VII. Il quale a senso dell'autore è bellissimo, e spera che lo giudicheranno tale tutti quelli che lo vorranno leggere[135]
Capitolo VIII. Dove sarà narrato quello che ci si racconterà[165]

NOTE: