E Orazio, giù carpone per terra, chi sa quante belle cose avrebbe discorso su questo gusto, se ormai diligentemente rasciutto il tappeto, raccolta ogni scheggia, comecchè minutissima, non si vedeva tolto ogni onesto motivo di rimanersi giù per terra, mentre si erano rilevati tutti; si drizzò pertanto senza neppure avere deciso, se nel volgere il discorso al nepote avrebbe adoperalo il lei, o il tu, o il voi.

Qui gli occorse nuovo ostacolo alla politica bellicosa, dacchè vide Betta, che preso con ambedue le mani il capo di Marcello ci teneva su fitte le labbra come se volesse bevergli il cervello.

Ecco lì, egli pensò, costui mi ha sciupato ogni cosa.... e non gli pareva vero che fosse ita a finire a quel modo; però cotesto toccare terra gli aveva fatto bene; gli aveva dato forza per perdere, come successe ad Anteo di mitologica memoria, onde con voce tra fosca e chiara disse:

— Marcello, voi avete sbagliato, il numero tre dista due unità dal numero cinque...

— Zio ella ha dieci volte ragione: ma ecco ciò che mi ha persuaso a tornare; si compiaccia seguitarmi nel mio ragionamento....

— Tira innanzi a ragionare.... arri! e ringrazia Dio che non ci ho la frusta.

— Io mi sono fatto a dire: lo zio Orazio accoppia a cuore amante ingegno eletto; quindi non è da supporsi nè manco per ombra ch'egli siasi innamorato del numero cinque; no davvero. Parve a lui che non ci avesse mestiero di minore spazio di tempo per raddrizzare le gambe ai cani, voglio dire il cervello di suo nipote; ma se questo nipote gli tornerà in casa innanzi cotesto termine e gli mostrerà buttando carte in tavola, che senza pretendere di essere esposto alla venerazione dei fedeli come uno stinco di santo, può stare come un altro nell'arciconfraternita dei galantuomini secondo la stagione che corre, lo riceverà a braccia quadre, e gli dirà: tu sia benedetto!

— Eh! Eh! e durò un pezzo a tossire Orazio prima di rispondere; ma chi avesse potuto vedere in viso cotesti eh! gli avrebbe scorti rossi per la vergogna, essendo altrettante bugie della gola adoperate da Orazio per pigliare tempo; all'ultimo disse: eh! cotesto tuo discorso starebbe in isquadra, ma io non so sopra quale fondamento riposi; chi mi malleva che non mi torni a casa furfante come prima, più la sfrontatezza per giunta?

— Io vi mallevo.

— Tu ti presenti a me come nel Metastasio Ezio all'imperatore Valentiniano, quando gli dice cantando: