Questo in rima; in prosa le ripeto, che tengo carte in mano....
— Ora dimmi via, qual fu il santo, che operò su te un miracolo tanto miracoloso? Nominalo tosto, — che io gli mandi ad accendere i moccoli ai piedi.
— E' non fu un santo...
— Dunque?
— E' fu un buco.
Il signor Orazio spiccò un salto come un rannocchio di legno, lieto trastullo dei bambini, e sentì la bile tornare a gonfiargli i precordii, nel sospetto di essere cuculiato dal protervo nepote; ma guardatolo così a squarciasacco, gli apparve tanto ingenuo e rispettoso in vista, che subito cadde in apprensione gli si fossero spigionate le soffitte; onde è che percosso da questo pensiero proruppe in un grido chiamando: — Betta! Betta!
Betta rimescolata gridò:
— Ch'è accaduto, signore?
Orazio, additando Marcello, con faccia sgomenta continuava:
— O Betta! Ecco là Marcello, che pretende di essere guarito dagli antichi vizi, meglio del lebbroso che si tuffò nella piscina, — ma non in virtù della piscina, bensì.... o Dio... Dio... in virtù di.... di un buco. E qui il degno gentiluomo coprendosi con ambedue le mani il volto singhiozzava....