Ma Betta lì pronta prese a dire: — in verità io non vedo in questa faccenda motivo di maravigliarci e molto meno di sgomento; un buco può fare molto bene e molto male; venga qui, signore Orazio, sia benedetto; la si figuri la buca delle lettere, e consideri quante cose buone e quante cattive la può portare; una sfida al duello, una carta d'ingiurie, l'avviso di un incendio, di una seduta accademica, di un accidente e via discorrendo; per altra parte una rimessa di quattrini, il saluto di un amico, l'avviso di un matrimonio, un decreto di assemblea che ti dichiari benemerito della patria, quando vostra signoria era giovane un invito... lei mi capisce — e se più ne ha, più ce ne metta: però mi sembra dicevole alla sua prudenza ascoltare con pacatezza il giovane, e poi, secondo ciò che egli le verrà esponendo, governarsi secondo il suo buon giudizio.

— Ah! tu sei la linea retta del buon senso, o Betta. — Marcello — poi disse Orazio agguantando il nepote pel braccio — tu m'hai a promettere una cosa sul tuo capo.

— Che cosa, zio?

— Quando Betta morirà, che intendo e voglio sia dopo di me, tu me la impaglierai, e riporrai nello studio...

Per questa volta era Marcello che dubitò che lo zio avesse dato nei gerundii, onde non senza esitazione domandò:

— Impagliare Betta! e perchè?

— Perchè in Arquata sopra la soglia della casa, che fu del Petrarca, mostrano la sua gatta impagliata come il genio del luogo; questa non mi sembra, e non è da filosofi; mentre tu mostrando ai curiosi Betta impagliata nel mio studio potrai dire — vedano, signori, cotesta donna quando viveva ebbe giudizio per dodici gatte, e per ventiquattro donne, — e, se ti parrà — potrai aggiungere — e di uomini, sì in verità di uomini, compresi tu ed io. —

Poi ridivenuto blando Orazio riprese:

— Marcello, tu non t'impermalirai se non pago la cambiale, che tu hai tratto a vista sopra la mia fiducia; io non ho assegnamenti di tuo in mano, lo sai?

— Lo so; così intendeva farle pagare lo assegno solo dopo ricevuta la mercè, ma e' non mi ha dato tempo di sbarcarla nè anco; — si compiaccia rammentarselo. Dunque ella prima mi ascolti, e poi mi condanni.