Il prete uscì, ma indi a poco ritornava sbuffando e diceva:

— Mi sono gabbato... non ho messo l'organista e il suddiacono... della Perpetua non se n'è più parlato. Voi che mi parete un giovane timorato di Dio, non permetterete che un povero sacerdote si rovini.

— Io, prima di tutto, dovete sapere non temo Dio.

— Oh! non temete Dio?

— No signore, si dee temere delle cose che hanno potenza di fare il male:

Dalle altre no, che non sono paurose.

E lo ha detto Dante, che morì frate. Ora io non ho avuto mai paura di Dio, bensì lo amo con tutta l'anima e m'ingegno osservare più che posso i santi precetti ch'egli m'insegna con senso d'amore.

— Egli è tutta una, la messa torna a mattutino, anche così la si può rabberciare... ma un quid di più per l'organista, ecco ci vuole; e il diacono e il suddiacono vi sembra giusto che si abbiano a sgolare gratis et amore Dei?

— Mi pare che se vi piace buttare ogni cosa a monte io vi abbandono la caparra.

Il prete se ne andò borbottando non so che parole di peccatore ostinato... luterano... e simili; però quando fu in fondo della scala si volse da capo a gridare: