— Io la ebbi.
— La quale per sua somma sciagura provocò il vostro sdegno...
— Sdegno! no; vi paio sdegnato, io? Ella tolse marito senza il mio consenso, ed ella se lo tenga.
— Il suo marito è morto.
— Sì, mi pare che qualche cosa come di morte mi venisse all'orecchio.
— Ve lo scrisse ella medesima e ve ne chiese perdono.
— Perdono! Col domandare perdono, caro mio, non si salda la offesa meglio che con la volontà di pagare non si saldi il debito.
— E la vostra figlia ha bagnato con le lacrime il pane del suo pentimento; ella ha patito la fame, ella per iscaldarsi le dita, per continuare il lavoro notturno non ha avuto altro calore, eccetto quello del proprio fiato... miserie che l'animo viene meno a riferire soltanto... perdonate, signore, al vostro sangue.
— Io non perdono mai.
— Oh! non lo dite; pensate che guai a me, guai a voi, se un dì fosse risposto a noi altri in quel modo! Che abbiamo noi a offerire a Dio in espiazione delle nostre colpe se non il pentimento? Che può meritarci la salute dell'anima nostra se non il perdono di Dio?