— Chi siete? Che volete? Chi vi manda? Su presto, dite.

La Betta cresciuta tra le blandizie della padrona Flaminia, e del figliuolo Paride, andò sottosopra a cotesta accoglienza; ma tenendosi meglio, che le fu dato, rispose: — Andate dalla vostra padrona, e ditele, che sono venuta con le trine di Malines ch'ella sa...

Il servo andò, e Betta pensava: — Ecco una bugia, ma le colpe pur troppo fanno come le ciliege, una tira l'altra. La Fulvia all'ambasciata del servo arguta com'era, sospettò non sapendo di donna, nè di merletti, che gatta ci avesse a covare, onde le mandò a dire ch'entrasse pure, e questo tanto più ordinò volentieri, quanto che sapeva il suo marito in campagna a vigilare le faccende.

Ma Lelio, secondo la usanza vecchia dei mariti gelosi, mentre glielo aveva dato ad intendere, non si era allontanato di casa; lì stando da arrugginirsi l'anima smanioso di fare da testimonio alla propria vergogna; però appena udì salire la Betta mise fuori il capo da certo stambugio a mezze scale, e guardandola a stracciasacco con voce molto più terribile di quella del servo la interrogò:

— Chi sei? Dove vai? Che vuoi?

Ora sì, che Betta si tenne per isfidata, immaginando così allo ingrosso, ch'egli doveva essere il Griffoli; almeno l'arroganza lo chiariva nobile, e la superbia padrone; per tanto armeggiando, come chi sta per dare il terzo tuffo, ella rispose:

— I' sono Nunziata, la guardarobiera della illustrissima signora Virginia Chigi, che sta qui oltre; ella mi manda alla illustrissima donna Fulvia sua signora consorte perchè, essendole capitato uno assortimento di trine di Fiandra da comprare a mezza gamba, l'è parso non lasciarsi scappare di mano la occasione; ma siccome per la signora Virginia Chigi sarebbero troppe, offre alla signora Fulvia di metterla a parte dello acquisto lasciando in potestà sua la scelta, e la quantità delle trine, che vorrà pigliare per sè.

E quattro, ed otto delle bugie, la via di sdrucciolare allo inferno è troppo più destra, che altri non pensa. — Lelio, si mise l'indice della mano manca tra ciglio e ciglio, poi a scatto impose alla Betta:

— Mostrami qua le tue trine.

E l'altra gliele mostrò aprendo la scatola sotto gli occhi di lui; egli finse ammirarle, o forse le ammirò davvero, chè belle estimavansi da quanti se ne intendevano, ma intanto ch'ei le spiegazzava avvertiva se mai ne cadesse carta, od altro oggetto, che lo confermasse nella sua gelosia: non rinvenendo nulla, alquanto si rammorbidì, sicchè, alla Betta, che stava tutta tremante disse: