— Signora, avete figliuoli?

— No.

— Ne aveste mai?

— Neppure.

A Betta s'increspano per subito tremore le labbra, pure si attenta a dire: — Nè ebbra, nè matta sono io, signora, bensì madre desolata di un figlio bello e buono: mia consolazione, mia vita, mio tutto: egli giace infermo di tale malattia donde non si riavrà più, se voi non lo aiutate....

— Io! O che so di medicina, io?

— Questo non monta, egli è certo che voi sola lo potete guarire....

— E di che cosa si tratta? Udiamo via, che ne vale il pregio.

— O Dio! O Dio! — Continua Betta con ambedue le mani coprendosi il volto — la infermità, che uccide il mio figlio è il disperato amore, che sente per voi....

— Per me! E che ciò a fare io? — Donna obbliate....