— Chiudete gli usci, Fulvia.
— Ecco chiusa la stalla dopo fuggiti i buoi, vale il pregio davvero fare misteri in casa quando siete ito a bandire la vostra insania in mezzo di strada.
— Fulvia, deponete il pensiero di abbindolarmi: se le vostre ree opere, i vostri costumi diventarono tali, che senza vituperio non può sopportarli un gentiluomo onorato....
— Silenzio, uomo indegnissimo! In che e come puoi tu accusarmi? In che ti mancai? Dove ti offesi? Se qui al tuo cospetto mi trovo femmina, e sola, non pigliarne baldanza perchè con queste mani basto a pigliare di te la vendetta, che mi persuade l'offeso onor mio; e poi pensa, che sei fratelli miei giustamente irritati dello scempio che meni della reputazione di casa Piccolomini, in meno che tu reciti un Credo, ti possono nel tristo tuo corpo far tanti fori da rassomigliare un vaglio. Ricòrdati, sciagurato, del Papa mio cugino; la mia fama è sua: costuma a Roma tagliare la lingua ai calunniatori.
— A Roma può darsi; usa altresì assassinare gl'innocenti; a Siena corre lo andazzo di esporre a lunghe agonie le mogli impudiche; la Pia informi.
— Ma, stupido uomo: puoi tu dirmi di che ti duoli?
— Di che mi dolgo io? Vedi ve' la immacolata coscienza; e netta! E ignoro forse il continuo attenderti fin su l'uscio, quando vai fuori di casa, quel tuo drudo Paride Bulgarini? Non grida la città intera a quel suo scandaloso seguitarti da per tutto: del vostro incontrarvi in chiesa come a posta di amore, dei guardi protervi, dei sorrisi sfacciati, la gente dabbene non ne vuole la vita.... continui messi da una parte e dall'altra, corrotti i servi, me ludibrio in casa e fuori... e di' rea femmina puoi negare, che qui, poco anzi, in casa mia, sotto il tetto dei miei padri, ricevevi una vile mezzana, la quale col pretesto di non so quali trine mandava cotesto tuo Paride per concertare teco nuovi tradimenti all'onor mio?
— Uditemi, messer Lelio, e vergognatevi se potete: tutto quanto avete detto per iscoprire marina è vero, tranne una cosa, il mio consentimento; anzi tale e tanto è il fastidio, che io sento della disordinata persecuzione di cotesto insensato giovane che non vi ha cosa al mondo, che io non fossi disposta a fare per liberarmene, bene inteso senza danno della mia reputazione e della mia coscienza; vera la donna mezzana, vero il pretesto delle trine; ma voi non sapete la collera, che m'infiammò alle proposte bieche, e lo urtone che io diedi alla malcapitata nel petto, ond'ella stramazzò per terra, e le trine andarono sparse sul pavimento. Se io non temessi di mettere a troppo dura prova la vostra cortesia come gentiluomo, e la fede, che come marito voi mi dovete, vorrei che mi credeste addirittura; pure se parvi onesto voi potete cercarne la testimonianza della Caterina, la quale è donna vecchia di casa e privatissima vostra. Se di ciò non vi feci motto, Lelio, egli è perchè precipuo custode dell'onore della donna ha da essere la medesima donna: ed io, la Dio mercede, mi sento oggi come sempre di provvedere ai casi miei, e poi perchè la femmina prudente deve rifuggire in simili faccende gli uomini, i quali tumidi di orgoglio non dubitano di mandare con omicidi e con ferite sottosopra le città e le famiglie: ed io vi confesso, che giammai vi avrei detto un motto di ciò, laddove non fosse accaduto, per vostra colpa, lo scandalo pubblico, con quanta reputazione di voi, ed augumento della integrità mia, lascio considerarlo a voi stesso: spero, anzi vado convinta, che l'avvertimento di questa mattina basterà senz'altra provvisione. Se contro l'aspettativa mia non fosse sufficiente, allora o ce ne andremo in villa o meglio ci recheremo a Roma per tòrre a me questa molestia dintorno, a voi la causa di gelosia indegna quanto affannosa.
— Io vi ringrazio, Fulvia, e se non fosse, che la gamba offesa me lo impedisce, io vorrei inginocchiarmi dinanzi a voi: che mi parlate di testimonianza? Per me; che Dio me lo perdoni, credo più ad una paroletta vostra, che agli Evangeli dei quattro evangelisti. State tranquilla; invece d'incomodarci, io vi assicuro di mandare questo Paride Bulgarini in paese tanto lontano, che voi non ne udrete da ora in poi più novella.
— Ch'è questo, Lelio? Io capisco vie più, che voi con parole non significate... per vostro governo io vi dichiaro espresso, che dove vi attentaste a torcere pure un capello al Bulgarini io vi detesterei.... mi adopererei a sciorre il mio matrimonio con voi.