— Ho capito; io metto pegno, che più di mezzi tu me gli ha rubati; prega il tuo Dio, che io non lo sappia....

— Ecco, il benefizio non è compito e la ingratitudine incomincia: ma non sapete voi, che il meno, che si arrisica per servirvi gli è il caso di trovarsi arrotato e squartato? Se tutto questo accadesse quando non ci sono io, guà! non m'importerebbe più che tanto, ma il busillis sta, che sono arnesi da farmelo quando mi ci trovo proprio presente, e questo muta specie ed aggrava notabilmente. Ogni cosa invecchia, specchiatevi in cotesta perla di uomo di Francesco Cenci; or sono cinquant'anni, nel quaderno delle sue spese in opere di misericordia scriveva: per le peripezie di Toscanella seimila ducati, e non furono troppi; e voi, io mi aspetto, a vedere fare greppo per mille ducati spesi in una guastada di acqua limpidissima, che era un desio a vederla.

Lelio fece l'atto di cui tocca col dito un ferro, che crede freddo, e poi trova rovente; il boccone era ostico, ma fu mestieri mandarlo giù, onde senz'altre parole interrogò:

— Riuscì pulito il trovato di fingerti medico?

— A capello; e la femmina trasse al brumeggio meglio che non fa il muggine: a questa ora od egli è già partito, od ha messo il piede dentro la staffa.

— A che ora per lo appunto consegnasti la guastada alla vecchia, e che facesti poi?

— Fra la seconda, e la terza ora di notte, uscii da porta Romana, e rientrai per Pispini da Santo Viene; sicchè come potete riscontrare da voi ho corso a staffetta, e giusto adesso tutto polveroso con gli usatti in gamba mi presento a voi.

— Bene sta: hai lettere, o messaggi dei parenti di Roma? Novelle da raccontare?

— Lettere no; messaggi un sacco ed una sporta: quanto a novelle se me ne manca le semino, e le raccolgo in meno che non balena.

— Adesso vieni, che ti presenterò a madonna....