Il dì seguente, mentre la Fulvia e Lelio se ne stavano nel tinello ad asciolvere, ecco comparire Ciriaco con non so quali carte portate a casa dagli ufficiali della posta, che prese da Lelio, mentre sta leggendole, così alla carlona, domanda:

— Che novelle in città? Sei stato fuori?

— E come non sapete voi nulla? Non vi hanno detto nulla?

— Parla, Ciriaco, instava Lelio fingendosi spaventato, non ci tenere lì sulla corda; accadde disgrazia, che colpisca la mia famiglia, e me?

— No, la Dio grazia; si tratta di un certo Laperini, Luperini, insomma qualche cosa di simile, che va a finire in ini.

— Bulgarini? Forte domanda con voce vibrata la donna.

— Giusto! Bulgarini.

— E che mai gli successe?

— Una spiacevole cosa in verità; ma da ora in poi non gli accadrà più... egli è morto di veleno; corre comune opinione lo abbia avvelenato una serva in cui egli molto si confidava..... sento, che la chiamano la Betta; andati poi nella stanza dov'ella dormiva ci hanno trovato morta anche lei.... chi sa? La disperazione... la paura di trovarsi scoperta.....

La Fulvia, dopo tenuta alquanto la fronte nella mano, saltò su con impeto esclamando: — Non è vero.