E i servi tornavano alla chiamata del padrone, il quale con la borsa in mano, mite nella voce e nel sembiante favellò:
— Che colpa ha il servo della improntitudine del suo padrone?
— Era quello che diceva ancora io, soggiunse Bernardino.
— Avrebbe potuto toccare a voi.
— Giusto! Non fa nè anco una grinza.
— Dunque non gli fate ingiuria.
— Sarà obbedito.
— Invece pigliate questo scudo e dateglielo dicendogli che se lo goda alla salute mia.
I servi uscirono piegando il capo, e venuti in parte dove non potevano essere uditi, in breve si trovarono di accordo su questo, ch'essi da parte del padrone non avrebbero dato bastonate, ma del pari nè anco quattrini: si sarebbero spartito lo scudo, e meglio bevutoselo intero: e su ciò non importa dire altro. — Spiegata e letta la lettera, mi tocca a patire la umiliazione di raccontare come il pensiero che primo cadde nella mente di Lattanzio fu per lo appunto quello di spifferare la lettera strascinando la reputazione della Fulvia in mezzo al rigagnolo; ma subito dopo gl'increbbe: tutta la mattina mulinò sopra la punta di ago di una domanda molesta: «Devo andare, o non ci devo andare?» Come! diceva a sè, tu andrai pacato a vedere la faccia, a udire la voce della micidiale del fratel tuo? Potrai mirarla e non avventarti alla sua gola, e strangolarla? Il solo trovarti insieme con lei, meno che per ucciderla, non è forse renunzia alla vendetta fraterna? — Io non andrò. — Lusinghe, blandi parlari e lagrimette, bene altri cuori irretirono, che non è il tuo, Lattanzio: quando d'inganni fu penuria nelle donne, ricorda Ulisse che, costretto a navigare presso il lido delle Sirene, turò a sè ed ai compagni suoi gli orecchi con la cera, mentre tu invece vai senza cera, e costretto a intendere le parole mortali di donna nemica, di cui le mani, gli occhi, la lingua, i detti e i gesti sono lacciuoli tesi alla tua vita. — Risolutamente io non andrò. E che può dirti ella, e che cosa dirai a lei? Quali parole ormai possono correre tra voi? Non le basta un'anima? O ch'ella è insaziabile come lo inferno? Ah! temerei incontrare su la porta di lei lo spettro del povero Paride, che in atto lacrimoso mi dicesse: — «Così hai cura della vendetta di tuo fratello? — Senza fallo io non andrò.» — Insomma, durante la intera mattinata, non ci fu rimedio, fermo al chiodo di non volerci andare: si pose a pranzo, dove cessati i pensamenti stette come smemorato: sembrava ed era fuori di sè; morse il bicchiere credendolo una pietanza, invece di condire la insalata disegnò un circolo di gocciole di olio intorno alla mensa; la mano manca, posta dentro il piatto, per poco mancò non se la tagliasse immaginandola un pollo. Senza accorgersene bevve più del consueto, sicchè al levarsi da tavola gli pareva avere il Mongibello nel capo; il caldo essendo grandissimo si buttò sul letto dove tornò a molestarlo la facoltà del pensiero, la quale prese a discorrere così: ma in fine dei conti ella si afferma innocente, e chiede giustificarsi; l'odio tuo giustissimo investe gli uccisori del tuo fratello; ma s'ella ti chiarisse non essere fra questi, perchè ti adopri ai suoi danni? Perchè la opprimi col tuo abborrimento? Giudicare, senza avere prima ricercata la causa, non è da cristiani nè da gentiluomini, nè da uomini. Priore, udite l'altra parte: sta scritto nella spalliera del seggiolone del Giudice di Lucignano; ora quello, ch'è buono a seguitarsi nei villaggi di Siena, non lo sarà in Siena? Se condanni senza difesa chi andrà assoluto da te? E poi... e poi... bisogna pure confessarlo, la fronte aperta, e gli occhi.... ah! gli occhini sono testimoni del cuore, lo dicono tutti, e gli occhi parlanti della Griffoli non attestano animo pravo; nè brutta femmina può estimarsi, anzi a confessarlo schietto ora, che nessuno ci sente è bella e baliosa gentildonna... e se non fosse una tal quale acerbezza nei contorni del volto, si potrebbe sostenere bellissima; il portamento, lo incesso, i capelli, lo incarnato delle guance, le labbra vermiglie, tutto stupendo. Le belle donne non possono professare iniquità, sarebbe una sconcordanza della natura, e di simili svarioni, frequenti fra gli uomini, non si ammettono nel Creatore. Non sarebbe mica affatto affatto fuori di proposito andare a sentirla; forse ti farà conoscere i veri delinquenti, e badiamo veh! Lattanzio, Paride ha chiesto lo eccidio dei rei non quello degl'incolpevoli. Che viltà t'ingombra, Lattanzio? Forse è ella una lionessa, e tu un cerbiatto? O che non hai rasciutto il latte sopra le labbra per avere paura, ch'ella ti abbindoli? Hai paura? — «Chi dice qui che io ho paura?» — E diede un salto sul letto agguantando la spada attaccata al muro; — visto poi che egli stesso si era offeso, e certo senza intenzione di offendersi, giudicò opportuno di non si ammazzare; e, perchè più oltre io non produca la esposizione di cotesto spirito incerto, conchiuderò col dirvi, che al finire del giorno egli era al tutto deciso di andare.
Avvicinandosi l'ora della posta, si vestì nobilmente, esaminò se le lattughe fossero bene stirate, se gli abiti in punto, scelse tra i guanti profumati un paio novissimi, poi quasi consultandosi cominciò a dire: «O che la spada io l'abbia a prendere? — Mai no, o che la Fulvia sarebbe capace di tanto tradimento?» — E depose la spada sul letto: — e non di manco, egli proseguiva: «Fidati era un galantuomo, ma Non ti Fidare fu galantuomo due cotanti più di lui; e i sospetti non sono mica sassate: quando anco ella si opponesse con tutte le forze, ma la sua gente potrebbe usarmi mal tratto; e forse avrebbero potuto condurmi nel bertovello costringendola a scrivermi lo invito pel ritrovo; di queste trappole ne abbiamo viste delle altre; dunque prendiamola. Ma davvero, va là che ti puoi vantare paladino finito, condurti armato ad onesto colloquio di gentildonna: si capisce che il Griffoli potesse odiare il povero Paride, perchè amante spasimato della sua moglie; ma te per qual cagione dovrebbe odiare a morte, o che forse tu ami la Fulvia? — Io no davvero... la devo odiare, e la odio... almeno, finchè non mi si dimostri innocente come gli Angioli custodi al seggio di Maria santissima; ond'io non dico amarla... no questo mai... e poi mai come amante, ma come prossimo sì, già a patto sempre, s'intende che la mi si mostri bianca come un lenzuolo di bucato.» Lasciò la spada, come quella che non si poteva celare; ma per via di compromesso tenne il pugnale nascondendolo nelle tasche delle brache: un termine mezzano, un partito da moderato.