— Allora, ancora io mi terrò ritta.
— Questo non sia: ecco fatto il desiderio vostro.
— Ve ne sono tenuta. — E dopo qualche esitanza un po' vera, ed un po' finta, ella riprese: — perdonate il mio fiero turbamento; ma vi parlerò come il cuore mi detta, ed a voi piaccia avvertire la sostanza delle cose non lo inconsulto favellare (tutto ciò era falso di pianta, perchè a quello, ch'ella voleva dire aveva pensato tutta la notte, e tutto il giorno antecedente: ma ciò non importa). Voi, signor Lattanzio, mi odiate.
Lattanzio non fiatò. La donna ripetè:
— Voi mi odiate; e bene sta; ma perchè mi odiate? Certo perchè credete, me causa della morte del fratello vostro Paride.
— E se così fosse: non mi apporrei al vero?
— Non vi apporreste al vero, perchè io mi affermo affatto innocente di cosiffatta sciagura.
— E non vi peritate voi, signora, a mentire così; non temete, che di un tratto l'anima del povero Paride apparisca qui fra noi e vi dica: «A che vale la bugia? Cotesto atto è scritto nel libro dei peccati, che vendicherà la giustizia divina, ed anco la umana.»
— E sia, ma la partita non apparisce accesa a mio nome.
— Od a qual nome dunque?