— E verrà?

— Verrà senz'altro... eccola se non erro.

E fu sentito strepito di carrozza, che si affretti.

— Egli era tempo... perchè perdo il lume degli occhi... mi sento mancare... manco.

In questa, dall'uscio in fretta dischiuso, si precipita nella stanza una donna per grazia, per leggiadria, per giovanezza divina: mossa, o piuttosto spinta da qualche spirito soprannaturale, si abbandona nelle braccia del moribondo, che gliele tendeva nel delirio di un affetto che pare, — no, che per certo vince, almeno per alcuni istanti, la morte.

Abbiti l'anima mia! esclamò il morente con tale una lena, che mise in chi lo ascoltò, maraviglia, pietà ad un punto e paura; e l'anima pur troppo le diede, imperciocchè in cotesto supremo amplesso, in cotesto supremo bacio, lo spirito si era da lui dipartito.

La giovane donna tremante, e pure ferma, con le rosee dita chiuse gli occhi al defunto, gli velò la faccia; poi postasi a capo del letto, con il volto levato in su, e le braccia e le mani aperte, disse con voce da fendere il cuore:

— Signore, ricevi quest'anima desolata in pace.

Allora il Parroco con parole umili susurrò nell'orecchio alla donna:

— Signora, ora lo ufficio di pietà avete compito; niente altro vi rimane a far qui; — tornate a Siena, e non si sappia, che veniste ad assistere il vostro patrigno.