— Ecco le solite fole da romanzieri! — esclama la signora Verdiana, penitente di don Formicola, curato di San Satiro. — O come la scapestrata Eponina era piovuta là dentro? Chi ce l'aveva portata? — La non s'inquieti, signora Verdiana, e senta me. Veruno ci aveva portato Eponina, perchè ci si era condotta da sè ed ecco come: la povera giovane invece di recarsi a veglia dalla signora Claudia, toltasi seco quanta più moneta poteva ed in buon dato gioie, doni dei suoi parenti e di amici ammiratori della virtù di lei, si recò a casa di certa amica del cuore, o se ella vuole, d'ingegno scapestrato come il suo, e questa l'aiutò a travestirsi ad accertarle il viaggio ed a partire.

La medesima sera Eponina lasciò Milano col traino stesso sul quale partiva Ludovico; con lui, senza che ei se ne accorgesse, scese a Venezia, con lui continuò il viaggio e giunse a Vienna; colà fece in modo di aver la stanza contigua a quella di Ludovico, divisa solo da sottile parete dove era una porta di cui ella volle la chiave; e siccome favellava stupendamente il tedesco e pagava alla grande, così non è a dire se le facessero festa, e ai suoi voleri più che volentieri soddisfacessero. Raccomandò al cameriere di affermare vuota la camera abitata da lei, e la raccomandazione accompagnò con un marengo: il cameriere, uso a dire tante bugiarderie gratis, lascio considerare a voi se ci s'inducesse pagato! La servì a pennello, molto più che piace a tutti gratificarsi la bellezza, ed Eponina era bellissima; chiusa nella sua cameretta, ella gustò dolcezze ineffabili, quali solo può immaginare il cuore di donna innamorata... ed il suo, signora Verdiana; però che Eponina udisse sovente rammentare il proprio nome, tra lacrime e sospiri del giovane amato, e se non giunse ad avere contezza piena del caso che glielo svelse dal fianco, almeno si confermò nella fiducia della sua innocenza; per la medesima via, conosciute le angustie di lui, le sovvenne mettendosi d'accordo col padrone della locanda, l'onesto Bruksteiner, il quale trovandoci il suo conto la servì a braccia quadre ed ebbe per giunta un sorriso in pagamento, che, se avesse potuto, egli avria messo nel barattolo delle ciliege per conservarlo nello spirito.

Per le quali ragioni, ella vede bene, signora Verdiana, che la presenza della Eponina giusto nel punto d'impedire uno sciaratto, si spiega naturalmente senza miracoli: e caso mai ci fosse mestieri miracolo, o che la opposizione dovrebbe muovere proprio da lei? Da lei che crede come articolo di fede che sant'Antonio da Padova si trovasse nel punto stesso a Padova e a Lisbona!

*

Mentre Ludovico si stropiccia il collo e fa prova di tossire onde assicurarsi che nella gola non ci ha nulla di guasto, Curio sempre ardente come tizzo acceso così rampogna la sorella:

— Ahi! trista, chi mai avrebbe detto che a te basterebbe il cuore di fuggire via da noi, che ti amavamo come la pupilla degli occhi? Senza rispetto pei parenti, senza vergogna per te, tu ti sei messa dietro al tuo seduttore; ahimè! a vederti mi trovo costretto a coprirmi la faccia.

— Curio, — rispose Eponina, ficcando i suoi occhi dentro gli occhi del fratello — tu sei giovane troppo ed inesperto delle passioni umane per erigerti giudice delle medesime: tuttavia sappi che la seduzione è parola vuota di senso: vivi e proverai; la donna conosce ottimamente quello che fa, e sebbene paia talora che si governi per moto improvviso dell'animo, va' sicuro, che ella ha pensato più di una volta a quello che intende di fare: se poi ella s'inganna, ciò avviene perchè i ragionieri stessi nei loro calcoli sbagliano: ad ogni modo, io non mi sento donna da lasciarmi sedurre. Ho seguìto Ludovico, lui inconsapevole, egli ignorava la mia partenza da casa e la mia presenza qui; ora per la prima volta gli apparisco davanti, e se la tua avventatezza non era, non mi avrebbe mai vista: però io voglio che tu sappia che lo considero come sposo dell'anima mia e intendo essere sua per la vita. E poichè questo avrei fatto anco sapendolo colpevole, tanto più mi tengo obbligata di farlo adesso che, quantunque al buio del suo segreto, pure lo so innocente ed infelice... Fratello Curio... giungono questi sensi così nuovi al tuo cuore che ti abbisognino maggiori spiegazioni?

Così avendo favellato, Eponina sorrise blanda al suo Ludovico e gli porse la mano in segno di pace; cui egli si recò alla bocca coprendola di baci, ma più di lacrime assai. Curio trasognato guardava un po' l'uno, un po' l'altra; lungamente tacque e parve meditare; all'ultimo proruppe:

— Orsù vi credo; maledico la mia furia e vi domando perdono. Ludovico, ti ho fatto male? Lasciami guardare un po'.... ti è rimasta una striscia rossa, ma non è nulla, sai.

— Certo.... certo.... gusto non ce l'ho avuto.... ma non pigliartene pensiero; con un po' di gargarismo spero uscirne.