— Bene, per ora addio, tornerò a parlarti, perchè parlarti mi bisogna, quando ti sarai rimesso in sesto.
— Accomodati come ti piace, ma per me se tu parlassi addirittura, l'avrei caro....
— Magari! e in due parole mi sbrigo. O perchè non ti sposi Eponina e poi senza tanti andirivieni ve ne tornate tutti e due a casa?
— Perchè non posso.
— O come non puoi? E chi ti tiene?
— Il debito di un uomo onorato, intendimi bene, Curio, m'impedisce sposare tua sorella, che amo quanto me stesso, mi divide dalla madre e dalla patria, a me, dopo Eponina, sopra ogni altra cosa dilette.
— Arzigogoli! Senti una cosa, Ludovico: o tu sposi Eponina, o io ti ammazzo.
— Ecco daccapo la bestia che ti piglia il sopravvento — disse Eponina — guardami e considera se ci può essere donna al mondo più dolorosa di me: il padre potrebbe consentire le mie nozze con Ludovico, e non vuole; Ludovico le vorrebbe, e non può; ne domando la ragione ad ambedue, ed ambedue me la negano, come se non ci andasse di mezzo l'anima mia, ed io accetto rassegnata il mio destino di donna, che è quello di nascere, soffrire e morire.
— Quanto al nascere ci ho già consentito e quanto a morire quasi assicuro che a suo tempo ci acconsentirò, ma circa al soffrire io voglio avere le braccia libere. Pertanto, Ludovico, mettiamo le minaccie da parte, molto più perchè adesso che ci penso, quantunque io ti abbia detto che ti ammazzerei, potrebbe darsi benissimo che tu ammazzassi me.
Or via, ragioniamo; tu sei giovane onesto, almeno fin qui ti conobbi tale; però credo indovinare che qualche riguardo o impegno grosso ti faccia impedimento a palesarmi la causa che ti muove ad agire come fai: però tu stesso devi conoscere che questo negozio così per aria non può stare: considera se ti convenga aprirtene con qualcheduno; già s'intende sotto sigillo di confessione e con promessa solenne di silenzio assoluto. Tu designa persona, la quale non dubito che per la sua onoratezza piacerà ad Eponina ed a me; tu la informerai e noi staremo a quanto giudicherà, taciuti i motivi del suo giudizio; insomma basterà che ci dica: Ludovico ha ragione; noi allora piegheremo il capo alla sorte maligna, la quale pur troppo ne può più di noi.