Veruno accorse, veruno sporse la mano; anzi le fanciulle si strinsero più forte al seno della madre e dell'avo; sicchè egli o punto nella sua vanità, ovvero già pentito di cotesta sua capestreria, raccolte borbottando le monete, se le ripose con molta diligenza in tasca: indi trasse fuori l'orologio, e dopo guardatolo disse:

— Orsù, la è ora che io mi rechi al ministero; non mica perchè il ministro non si terrebbe onorato di ricevermi a qualunque ora, però ch'egli abbia più bisogno di me ch'io di lui.... e poi lassù mi temono.... tuttavolta anco volendo spesso non si può! Marcello, manda per una vettura. Signor Orazio, senza cerimonie, e voi altri tutti accomodatevi, non vi disturbate per me.... non istate ad aspettarmi, ch'io non vi so dire quando sarò sbrigato: potrebbe anco darsi benissimo che piacesse al ministro consultarmi sopra i provvedimenti finanziari, che egli sta per proporre alle Camere, e allora ce ne andremmo a giorno. Addio dunque; a rivederci a domani.

E strepitoso e arrogante uscì seguito dalla sua figliuola Isabella, la quale gli mise addosso la cappa foderata di pelle, molto raccomandandogli ad aversi riguardo in cotesta rea stagione; a cui egli così verdemezzo rispose:

— Sta' di buon animo, che a mantenermi vivo ci penso da me.

*

Lo zio Orazio in cotesta sera si dolse più che mai di gravezza di capo, e desiderò anco prima del solito ritirarsi nella sua camera, quantunque sembrasse non si potesse distaccare dai nepotini; li baciò più volte, e diresse ad ognuno avvertimenti i quali andavano giusto a colpire il difetto già sviluppatosi in essi: anco abbracciò e baciò la Isabella, cosa che costumava di rado, e le susurrò nelle orecchie: «la buona madre di famiglia è corona di gloria sul capo del marito: e tu sei tale, figlia mia; ti raccomando Marcello; egli non sa sopportare a lungo i colpi della sventura, massime se troppo spessi o troppo violenti.»

A Marcello, che lo accompagnò secondo il consueto, prese nel licenziarlo ambe le mani, disse:

— Marcello, io ti avrei a parlare lungamente, ma stasera non me ne sento la voglia; sarà per un'altra volta: questo mi stringe a imprimerti bene nell'anima che per verun caso mai tu ti risolva a confidare alcuno dei tuoi figliuoli al suocero.... io so che tu perderesti il figliuolo e col figliuolo te stesso.

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Omobono, contro il presagio, tornò presto a casa con una faccia da disgradarne Longino quando diede la lanciata a Cristo: ad Isabella, che gli chiese se alcuna cosa desiderasse, rispose alla trista: