— Vada, signora mia, e viva tranquilla che la lascia in buone mani; la condurrò in casa al parroco...

— Parroco! Preti!.... Oh! no.... via preti.... voi non sapete che cosa siano i preti.... vien qua, fanciulla mia; — ed in così dire la Isabella tremava a verga.

— La non si rimescoli, signora.... oh! capisco anch'io.... ma, sa, succede fra i preti come a quei di Lucca, ce n'è dei buoni e dei cattivi....

Isabella agguanta il sopracciò pel petto, strabuzzando gli occhi, e gli domanda:

— Sei forse prete?

— No, signora.... in coscienza, no.... no davvero davvero.

— Se non prete, qualche cosa che appartenga a prete?

— Quanto a questo, io non posso negare, fui cuoco nel convento dei reverendi padri barnabiti.

— Va' all'inferno donde prima sei venuto.

Ed Isabella lo scaraventò lontano da sè. Il sopracciò, riaggiustandosi le vesti sgualcite, pauroso di perdere il guadagno, che ormai si faceva sicuro, umilmente favellava: