— Voi siete screanzato, e a quanto sembra imperito della vostra professione: buon per voi che altri pensieri mi turbano; altrimenti ve la darei bene io la questura.
Al gioielliere parendo essere soverchiato a torto, perfidiava più riottoso che mai, e con voce incollerita ingiuriava la povera Isabella che stava per averne il danno e lo strazio.
In questa venne a passare la carrozza del conte Anafesti dove si trovavano la contessa madre col figliuolo Ludovico. Avendo ambedue scorto il capannello della gente adunata intorno alla bottega dell'orafo, e questo con gesti concitati minacciare Isabella, si avvidero che la doveva essere incappata in qualche pelago, donde non carità o gentilezza, ma obbligo espresso correva loro di liberarla; e ciò la contessa propose subito al figlio, ma Ludovico con mirabile sussiego le disse:
— Signora madre, io giudicherei lesivo al mio decoro prendere parte a simili trivialità; molto più adesso che sono avvisato sua eccellenza il Ministro degli esteri avermi spedito il diploma di grande ufficiale della Corona d'Italia.
La contessa lo guardò di sbieco, ed altro non gli rispose:
— Tu hai ragione.
Ordinato quindi al cocchiere che fermasse, scese, e in un momento fu nella bottega dell'orafo, il quale vista una signorona uscire da una carrozzona le fece una sberrettata famosa, curvandosi innanzi a lei come una fetta di popone; ma ella, senza curarsi di coteste cerimonie, prese a rimproverarlo così:
— Ch'è questo, signor mio, e perchè e come vi attentate a straziare questa onorata gentildonna, mia pregiatissima amica?
E quegli le narrò umilmente la storia, ed Isabella la confermava per vera, aggiungendo il fallo del mercante stare in questo, che supponendola capace di volerlo giuntare le aveva detto villania, senza considerare ch'era impossibile prendere lui esperto a cotesta frode manifesta, mentre, se avesse avuto punto di discrezione, doveva facilmente immaginare lei imperita vittima di qualche truffa.
E poichè la contessa chiese ad Isabella da cui tenesse l'anello, questa avendoglielo detto, soggiunse: