— Ah! Marcello, Marcello! La morte rende almeno i cadaveri, ma i preti non rendono mai nulla.

— Come ci entra la morte? Come entra la morte qui?

E siccome Isabella, accortasi del fallo, metteva alcuna dimora a rispondergli, Marcello presentendo novelle ambascie cadde in deliquio. Allora Isabella comprese come, essendo impossibile nascondere a Marcello le dolenti storie, ella fosse la persona meno acconcia a manifestargliele; la sua passione avrebbe a dismisura cresciuto il fascio dello affanno di lui: deliberava quindi commettere lo incarico a taluno amico prudente e affettuoso: ma pensandoci su ella conobbe subito come avesse poco da scegliere.

Turpe cosa è sempre l'abbandono dell'amico nella miseria, ma non sempre tu ravvisi maligne le cause che lo provocarono. Amore di sè vince amore altrui; poi viene la paura; e delle altre passioni non parlo. Gli amici quantunque buoni si allontanano dalle case degli infelici, come gli animali domestici dai consueti abituri, nel presentimento del terremoto.

Pertanto Isabella mise l'occhio sul medico, prima perchè medico, e poi perchè, secondo quello che presentava la piazza, le parve uomo di cuore: si chiamava Taberni, e veramente oro egli era, però mescolato con mondiglia, e di molta; pure l'oro prevaleva: l'età, che per molti fa l'ufficio del crogiuolo, forse a quest'ora lo ha reso, o se non lo ha reso, lo renderà di ventiquattro carati l'oncia. Questo auguro al dottor Taberni, e proseguo la storia.

Avendo il dottore volentieri acconsentito ai desideri dell'Isabella, entrambi si ridussero dentro una cameretta, dove la donna, poichè si ebbe asciugati gli occhi, e tratto qualche sospiro incominciò così:

— Voi avete a sapere, come innanzi che la misera Eponina avesse abbandonato la casa paterna, io, nonostante che Curio si fosse posto immediatamente alla ricerca di lei, deliberai seguitarne a mia volta le tracce, mossa a ciò dal debito di madre, e pei conforti del mio marito Marcello: una cosa mi teneva in forse, ed era di lasciare Arria in balìa di se stessa. Certo, non ve lo nascondo, il pensiero del pessimo effetto sortito dalle cure indefesse per la buona educazione dei miei figliuoli mi aveva buttato per la terra, ma ciò mi porgeva argomento di raddoppiarle, non già di smetterle; quindi mi decisi di confidarla alla signora Claudia...

— Vale a dire a pigliare il lupo per pecoraio.

— Come! Non è persona dabbene la signora Claudia?

— Anzi prelibata; ma ai conti vecchi diamo di frego, e addio, che di storie antiche io non sono vago; fatto sta che, o per saldare i debiti antichi, o per quale altra causa la signora Claudia, smessa ad un tratto la vita galante, si è data da parecchio tempo a coltivare, operaia zelantissima, la vigna della Compagnia di Gesù.